La Nuova Sardegna

Meridiana, a un passo dalla rottura sui licenziamenti

di Guido Piga
Meridiana, a un passo dalla rottura sui licenziamenti

Trattativa a oltranza nella notte al ministero. Sindacati divisi Il governo alle parti: avete la nostra proposta, dite sì o no

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OLBIA. Sì o no. Il Governo ha messo Meridiana e sindacati davanti a un'alternativa secca. Per Roma di tempo da perdere non ce n'è più: la determinazione del sottosegretario Bellanova e del super dirigente Onelli, ieri nell'incontro fiume nella capitale, l'ha fatto capire con chiarezza. Il sì o no dovrà essere pronunciato sulla proposta avanzata dal ministero del Lavoro per gestire i licenziamenti della compagnia aerea e dell'hangar. Una risposta che è arrivata (forse) nella notte, al termine di un’infinita serie di riunioni. Con l’azienda che che dovrà sentire l’Aga Khan sui tempi per il preavviso ai licenziamenti; con i secondi che contestano i tempi ridotti (un mese). L’oggetto della discordia, alla fine, è stato questo.

Ecco qual è il piano governativo, per capire. Prevede due procedure. La prima servirà per far uscire dall'azienda i pensionabili e i volontari; partita da chiudere entro il 31 dicembre per garantire loro il massimo degli ammortizzatori sociali, dai 4 ai 6 anni (per i sardi) di stipendio garantito dallo Stato. Chiusa questa prima procedura - che secondo l'azienda toccherà ben 400 lavoratori - si aprirà la seconda. Partirà a gennaio e servirà per ridurre ancora il numero degli esuberi. Come? Con il posizionamento in Sardegna di sette aerei, tutti Md, sulla base dei voli resi possibili dalla continuità territoriale 1 (per Roma e Milano), dalla Ct2 (voli per altre città italiane) e dalla Ct3 (rotte per l'estero). Strumenti messi in campo dalla Regione sarda (Lombardia e Veneto non hanno avanzato proposte per le basi di Malpensa e Verona) che permetterebbero a Meridiana di recuperare altri 283 lavoratori.

Usando sempre il condizionale - perché troppe sono le variabili in gioco per quantificare con esattezza i salvati e il possibile scenario - questo significherebbe che gli attuali 1634 esuberi scenderebbero a 950. Ma ci sono, appunto, delle condizioni difficili da soddisfare.

Dire sì o no ha un peso fondamentale per l'Aga Khan e - come più volte detto, anche per iscritto, dai massimi dirigenti - per il futuro della compagnia. Ieri la delegazione aziendale - composta dal direttore generale Pippobello e dal direttore del personale Carcone - ha ribadito che “l'azionista ha sempre coperto le perdite” e che “non ha più intenzione di farlo”. A breve, dovrà ricapitalizzare Meridiana di altri 100 milioni, la cifra bruciata solo nel 2014.

Una tesi sostenuta anche dal Governo, con la Bellanova che ha parlato di azienda sul baratro per spiegare ai sindacati che l'accordo sulla proposta del ministero era lasciata a solo loro. Anche se il Governo è stato altrettanto duro con l'azienda, alla quale, di fatto, ha imposto la doppia procedura. Un diktat che l'Aga Khan ha dovuto accettare senza vie di fuga.

I sindacati sono invece combattuti e divisi. Cgil, Cisl, Uil e Ugl ieri sera, dopo otto ore di riunione, sembravano valutare l'ipotesi di dire sì all'ipotesi di accordo come percorribile. Da una parte, per dare il pieno degli ammortizzatori sociali a chi vuole uscire subito e chiudere comunque una procedura. Dall'altra, per avere a disposizione da gennaio altri 75 giorni con la seconda procedura per - tra nuovo contratto e aerei in più in Sardegna - trattare e ridurre ancora il numero degli esuberi.

Apm (piloti) e Usb (assistenti di volo, la categoria più numerosa: 900 lavoratori) hanno invece detto no al lodo del Governo. Perché per loro i licenziamenti sono illegittimi alla radice. Esemplare lo scontro avvenuto su questo punto. Staccioli (Usb) ha detto che “non si può firmare, la firma legittimerebbe la procedura”. Onelli, dopo tre mesi di trattative, gli ha risposto secco: “Perché non l'ha detto prima?”. La riproposizione insomma del "tutti salvi o tutti licenziati".

Per i sindacati, tutti, lo scoglio principale è stato però il preavviso di licenziamento. Per essere licenziati, i piloti devono averlo di dieci mesi, gli assistenti di volo di sei mesi. Meridiana vorrebbe che fosse di un mese, massimo di tre mesi. Con la richiesta di averlo nero su bianco subito nell’intesa. In ballo, per l’Aga Khan, ci sono molti milioni. Scelta che i sindacati hanno respinto con durezza e su cui, fino a tarda notte, hanno discusso furiosamente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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