La Nuova Sardegna

A gennaio trecento milioni dal Governo

di Umberto Aime
A gennaio trecento milioni dal Governo

Pigliaru e Paci: la prima parte dei 750 riconosciuti all’isola. Altri 400 erano a rischio scippo, salvati nel vertice con Padoan

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CAGLIARI. Marcia indietro molto probabile del Governo sui 400 milioni che la Ragioneria generale dello Stato voleva sfilare subito dalle casse della Regione. Poi l’annuncio che entro metà gennaio Roma dovrebbe pagare la prima rata, intorno ai 300 milioni, degli arretrati – dal 2010 al 2014 – che la Sardegna chiede da sempre come compartecipazione su Ires, riserve finanziarie e lotterie nazionali. È questo il risultato, molto positivo secondo la Giunta, della missione al ministero dell’Economia del presidente della Regione Francesco Pigliaru e dell’assessore al bilancio, Raffaele Paci. Dopo le nubi di questi giorni e le proteste per via diplomatica della Regione, sarebbero in arrivo soldi freschi (i 300 milioni sui quasi 750 di credito) e sarebbe stato evitato lo scippo (400 milioni) che avrebbe avuto un effetto devastante sulla Finanziaria 2015 appena approvata dalla Giunta. L’accordo di non belligeranza è stato sottoscritto a Roma dal ministro all’Economia, Pier Carlo Padoan, al termine di un confronto costruttivo», fa sapere la Giunta. Ma l’opposizione da Forza Italia a Riformatori non crede in tanta benevolenza del Governo: «Sono solo parole. Non c’è ancora un atto concreto e il presidente della Regione dovrà spiegare in Consiglio se tanta euforia è giustificata». Perplessità arrivano anche da Sel (all’opposizione a Roma e al governo in Sardegna) che lascia intuire «nuove e clamorose sorprese nel maxi emendamento alla Legge di stabilità nazionale che deve essere ancora presentato dal Governo». Chi ha ragione lo si scoprirà subito dopo le ormai vicine festività natalizie.

Vertenza cassa. Mercoledì il residuo di 400 milioni (soldi liquidi della Sardegna) era stato messo in forse da alcune notizie rimbalzate da Roma su una nuova versione della Finanziaria nazionale. Secondo quelle indiscrezioni, la Ragioneria dello Stato era pronta a negare quei fondi in base ad alcune clausole pare contenute nell’accordo firmato a luglio sul prossimo pareggio di bilancio. La Giunta – fanno sapere i resoconti della riunione – ha mostrato i denti e l’ipotesi del nuovo «atto ostile» sarebbe stata congelata in attesa di un ulteriore «confronto chiarificatore». Sempre per quanto riguarda la Legge di stabilità pare invece ancora aperta la partita sui 97 milioni chiesti in più alla Sardegna per abbattere (oltre i 570 già previsti) il debito pubblico nazionale.

Vertenza entrate. Nella riunione il Governo ha finalmente riconosciuto alla Sardegna il diritto agli arretrati 2010-2014 su Ires e dintorni. Fra quanto richiesto dalla Regione e quanto proposto dalla Ragioneria la differenza sarebbe minima. Le cifre dovrebbero essere queste: 750 milioni di pregresso e intorno ai 150 milioni a regime. Il punto forte dell’accordo è che la prima rata (300 milioni) dovrebbe essere pagata a metà gennaio. Se così fosse, potrebbe aumentare subito la portata della Finanziaria 2015, tra l’altro sarà la prima svincolata dal Patto di stabilità ma sottoposta al pareggio di bilancio. Pigliaru ha commentato così l’esito del vertice: «Abbiamo ottenuto il pieno riconoscimento del nostro diritto sull’Ires e le altre partite che erano ancora in discussione Ormai la chiusura della Vertenza entrate è molto vicina». Della prima rata ha parlato l’assessore Paci: «A gennaio avremo un cospicuo anticipo di liquidità su questo diritto finalmente e indiscutibilmente riconosciuto alla sardegna e lasciato aperto dalla precedente legislatura, e questo è un grande passo avanti per la Sardegna» Anche se ha come ha scritto di recente l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda: «Dello Stato italiano è meglio diffidare fino all’ultimo».

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