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Il paese dove l’ospite è sacro non ha mai creduto all’omicidio

di Mattia Sanna
Il paese dove l’ospite è sacro non ha mai creduto all’omicidio

ORGOSOLO. Si sono diffusi da poche ore i risultati dell'autopsia: la notiza che il turista ceco si è ucciso attenua le gravi ansie e le preoccupazioni percepibili fino a ieri mattina nel paese dei...

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ORGOSOLO. Si sono diffusi da poche ore i risultati dell'autopsia: la notiza che il turista ceco si è ucciso attenua le gravi ansie e le preoccupazioni percepibili fino a ieri mattina nel paese dei murales. La violazione della sacralità dell'ospite avrebbe rappresentato, infatti, per la comunità della Barbagia una macchia difficile da superare. Tuttavia, resta la tristezza e l'amarezza per una tragedia incomprensibile.

Un giovane straniero decide di togliersi la vita in maniera così efferata e violenta. Lontano da casa, dai propri affetti, dagli amici. Il ventottenne era stato avvistato nel centro del Supramonte, a partire certamente da mercoledì, e aveva colpito e incuriosito molti per il suo aspetto trascurato e per il suo girovagare apparentemente senza meta, anche durante le ore della notte. In tanti ammettono di averlo notato ma nessuno sembra abbia scambiato con il forestiero nemmeno una parola. Nè tantomeno dichiara di conoscerlo.

Nei bar e nelle attività commerciali la gente si interroga sull'accaduto e alcuni descrivono i loro incontri con il misterioso avventuriero. Colpisce la scelta di un gesto tanto estremo. Colpisce il fatto che per compiere tale gesto siano state scelte proprio le campagne sperdute e selvagge di una terra aspra e (per lui) sconosciuta.

«Di fronte a episodi di questo genere – osserva l'assessore ai servizi sociali Bora Podda – bisogna aprire una profonda riflessione, poco importa che si tratti o meno di un orgolese, bisogna interrogarsi sulla solitudine di alcuni ragazzi, smarriti e in balia di se stessi. In tali circostanze, emerge con chiarezza la necessità di incrementare le prestazioni e le assistenze rivolte alla persona e di creare un servizio ad hoc, improntato all'accoglienza dei cittadini provenienti da altre nazioni».

«Faremo la nostra parte – assicura il sindaco Dionigi Deledda, che si dichiara profondamente colpito e addolorato –. Garantiremo tutto il supporto e la collaborazione necessari alla famiglia del ragazzo, alle autorità italiane e della Repubblica Ceca, assicurando la vicinanza e la partecipazione dell'intero paese a un dolore a cui non ci sentiamo certo estranei».

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