Oltre duemila in corteo per dire no alle guerre
La manifestazione organizzata dalla diocesi di Ales Terralba ha invaso Oristano In testa padre Pierbattista Pizzaballa, mediatore tra Israele e palestinesi
ORISTANO. Colorati e festanti, come impone il canovaccio di una manifestazione che, da quest’anno, si è affacciata su una dimensione regionale. La marcia della pace organizzata dalla diocesi di Ales e Terralba, infatti, ha invaso Oristano portando nella città di Eleonora alcune migliaia di persone che hanno sfilato in corteo, dalla periferia fino al centro storico.
Qualche chilometro di cammino scandito da canti e musiche. In testa al corteo c’era padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa e mediatore tra Israele e l’autorità palestinese per conto dei cristiani di Gerusalemme: «È molto importante che oggi abbiano partecipato alla marcia tanti giovani, potevano andare in giro con gli amici e invece sono qua con noi», ha detto il frate che, ieri mattina, ha incontrato gli studenti durante un’assemblea in un istituto cittadino, «mi hanno colpito le loro parole, soprattutto quel ragazzo che ha detto di essere stufo di venire considerato come un uomo del futuro e di aver voglia di vivere il presente. Una necessità che credo appartenga a tutti i giovani, da Aleppo a Gerusalemme, da Israele alla Sardegna». Un’attualità da vivere in un cammino che conduca alla pace e alla tolleranza tra razze e religioni differenti, una dedica per i tanti cristiani perseguitati nel mondo, a cui è stata dedicata la manifestazione che ha bloccato Oristano per un paio d’ore. «Ora non resta che declinare in maniera pratica il messaggio di solidarietà che parte oggi da Oristano», ha detto Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, «sono felice che i ragazzi abbiano accolto questo invito, spero sia il primo passo verso una partecipazione attiva alle iniziative che parlano di pace». Un messaggio recepito in presa diretta dai tanti giovani che hanno scortato la marcia, tra cui moltissimi stranieri. Sono stati proprio loro a trasformare il corteo in una gigantesca festa di massa con balli e musiche. Tra i più attivi c’erano i ragazzi della comunità senegalese, una pattuglia di ballerini accompagnati da uno stereo di fortuna che diffondeva le note dell’ultimo tormentone di Pharrel Williams, il fortunatissimo “Happy” che ha scalato le classifiche di tutto il mondo e che ieri sera ha fatto ballare giovani di colori e nazionalità differenti. L’unica nota stonata è arrivata dalla scarsa partecipazione, perlomeno durante la marcia, degli oristanesi: «Effettivamente non siamo in tanti», ha commentato il sindaco, Guido Tendas, «eppure il fatto che siano arrivate persone da tutta la Sardegna dimostra che la manifestazione meritava una risposta differente. Ma sono convinto che molti arriveranno quando saremo davanti alla cattedrale». Una speranza tradotta poco dopo nel bagno di folla che ha salutato la conclusione della ventottesima marcia della pace.
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