Commercio, la vita delle imprese è sempre più breve
CAGLIARI. Per il commercio e il turismo, il 2014 è stato un altro anno all'insegna della crisi. Secondo le stime dell'Osservatorio Confesercenti, nei due settori tra il primo gennaio e il 20...
CAGLIARI. Per il commercio e il turismo, il 2014 è stato un altro anno all'insegna della crisi. Secondo le stime dell'Osservatorio Confesercenti, nei due settori tra il primo gennaio e il 20 dicembre 2014 in Italia hanno chiuso 91mila 975 imprese, a fronte di 56mila 677 nuove aperture, per un saldo finale negativo di 35mila 298 attività.
E le imprese che aprono hanno una vita sempre più breve: la percentuale di quelle che cessano l'attività dopo 3 anni ha ormai superato il 40 per cento, mentre nel 2000 la soglia era sotto il 30.
In Sardegna il saldo negativo complessivo (commercio al dettaglio più turismo) è di 1.105: 762 chiusure nel primo settore e 343 nel secondo.
«Durante il 2014 – spiega Gian Battista Piana, direttore regionale di Confesercenti Sardegna – abbiamo assistito al proseguimento del trend negativo. A trascinare in rosso il bilancio è il commercio al dettaglio in sede fissa, in profonda sofferenza: durante l'anno, infatti, le chiusure (1.531) sono state più del doppio rispetto alle aperture (619). Positivo, invece il saldo delle imprese su area pubblica: banchi e bancarelle registrano un incremento di 151 attività, aperte per lo più da stranieri. Pressoché invariata la presenza delle attività che esercitano la vendita al di fuori di banchi e negozi - eCommerce, ma anche vendita porta a porta e tramite distributori automatici - che chiude il 2014 con un modesto meno 1».
Secondo Confesercenti, la crisi dei negozi tradizionali investe più o meno tutti i comparti: saldi negativi sia per gli esercizi specializzati in prodotti alimentari (-155) che nel No Food (-757). In particolare, continuano le difficoltà del reparto moda: oltre una chiusura su cinque è di un negozio di abbigliamento, tessili o accessori (-181).
Anche per il turismo, il 2014 «è stato un altro anno da dimenticare». Il settore, che riunisce le attività di alloggio, ristorazione e servizio bar, perde complessivamente 343 imprese, risultato di 438 nuove aperture e 781 chiusure.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
