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E Confindustria boccia la Finanziaria

E Confindustria boccia la Finanziaria

Delusi dal mancato taglio del 70 per cento dell’Irap promesso dalla giunta di Francesco Pigliaru

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CAGLIARI. La Confindustria lo aveva detto a caldo e dopo l’ultima assemblea regionale è arrivato un secondo no alla riduzione dello sconto sull’Irap (dal 70 al 25 per cento) nella Finanziaria 2015. A non piacere agli industriali è ancora una volta il cambio in corsa: visto che i primi effetti del taglio ricadranno proprio sul prossimo anno, mentre la vecchia Finanziaria prevedeva che il 70 per cento in meno dovesse essere confermato nel 2015. «L’impegno andava mantenuto – scrive la Confindustria – soprattutto perché le imprese, fidandosi, su quella esenzione hanno programmato i bilanci preventivi». Secondo il comunicato, non è «giustificabile l’improvviso cambio delle regole neanche con la motivazione che lo sconto ribassato sarà per sempre o con l’azzeramento dell’imposta per cinque anni a favore delle nuove imprese. Sono due le contestazioni. La prima: «Le misure proposte dalla Giunta – prosegue il comunicato – non sembrano adeguate a sostenere il rilancio del sempre più fragile sistema produttivo regionale e neppure abbastanza appetibili per attrarre in Sardegna nuovi investimenti». La seconda è invece proprio sui 45 punti in meno di esenzione: «È una scelta che danneggia – sottolinea la Confindustria – ancora di più le imprese sarde e aumenta la loro posizione di debolezza, perché già schiacciate da una elevatissima pressione fiscale e tributaria, regionale e locale, ora rischiano di veder peggiorare la loro competitività». Confindustria quantifica anche il danno provocato dal taglio, sarebbe intorno agli 80 milioni, e poi lancia una stoccata alla Giunta: «Il recupero di risorse – prosegue – sarebbe dovuto invece avvenire con la cancellazione degli innumerevoli sprechi del sistema pubblico regionale e delle società partecipate, mentre ancora una volta quest’aspetto è inesistente nella prossima Finanziaria». La conclusione del comunicato è secca: «In fase di approvazione del documento contabile, dovrà essere ripristinata l’esenzione del 70 per cento prevista per il 2015». A lanciare lo stesso invito è l’ex presidente della Regione Ugo Cappellacci (Forza Italia): «La Giunta – scrive – non imiti il Governo delle tasse. La modifica dell’aliquota Irap si sommerebbe alle manganellate fiscali con cui Renzi continua a infierire sulle imprese e le famiglie. Chi governa la Regione invece dovrebbe avere il coraggio di andare controtendenza e soprattutto raccogliere le bandiera della fiscalità di vantaggio e della zona franca abbandonate purtroppo con troppa fretta dala giunta Pigliaru».

L’assessore al Bilancio, Raffaele Paci, non ha replicato in diretta alle contestazioni, ma la sua posizione è nota da tempo: dal 2015 la riduzione dell’Irap del 25 per cento sarà per sempre e continuerà comunque a essere l’aliquota più bassa d’Italia. (ua)

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