La Nuova Sardegna

Nizzi: «Se toccate la Gallura sarà guerra»

di Luca Rojch
Nizzi: «Se toccate la Gallura sarà guerra»

Il deputato di Forza Italia critica la Giunta, ma anche il consigliere Giuseppe Meloni (Pd) ha perplessità

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SASSARI. Inarrestabile. Settimo Nizzi non riesce a contenersi. La riforma delle Province per lui è un disastro. Come sempre lascia da parte il fioretto e imbraccia il bazooka. Va dritto contro il progetto presentato dall'assessore Cristiano Erriu. «Nessuno pensi che questa riforma possa passare – dice Nizzi –. Questa giunta ha mostrato ancora una volta la sua incapacità. I referendum avevano decretato in modo netto che tutte le Province dovevano essere abolite. Tutte o nessuna. Ora ci ritroviamo a sentire qualcuno che vuole ritornare alle quattro storiche. Da sardo dico che è una scelta inaccettabile. Da gallurese informo già l'assessore che la riforma non passerà mai. Siamo pronti a fare le barricate. Non ritorneremo mai sotto un'altra Provincia. Qua prepariamo la guerra. Si regolino. Abbiamo lottato per aver la nostra autonomia amministrativa. Non la cederemo mai. Dico a questi signori che non affameranno di nuovo la Gallura». Nizzi allarga la critica a tutta l’azione politica. «Vagano nel vuoto – continua –. Non c’è una politica energetica, non si parla di metanodotti, né di rigassificatori. Su Meridiana hanno latitato. I trasporti aerei e su nave sono un disastro. Stesso discorso vale per le Asl. Gli sprechi sono i manager incapaci. Mettano le persone giuste e si elimineranno gli sprechi e i costi. Ma non cancellino le Asl. Non staremo fermi a vedere lo sfascio».

Nizzi si prepara alla guerra ed è pronto a chiedere una mobilitazione di tutto il territorio per non vedere cancellate Provincia e Azienda sanitaria.

Il centrosinistra. Critiche anche se molto più circostanziate, arrivano dal consigliere regionale del Pd Giuseppe Meloni. «La levata di scudi da parte del centrodestra gallurese e regionale rispetto al disegno di legge di riforma degli enti locali è tardiva. Quello che è accaduto era prevedibile e ben conosciuto da anni. Il caos ereditato dall’attuale maggioranza in Regione è stato causato dal centrodestra sardo, con in testa i Riformatori e l'allora governatore Cappellacci. Anche uno studente alle prime armi sa che il referendum del 2012 cancellava solo le Province di nuova istituzione e non le storiche-statali, che non possono essere abrogate con legge regionale». Meloni con un’analisi lucida punta il dito contro la proposta di riforma presentata da Erriu. «Anche se devo dire che l’attuale soluzione proposta nel disegno di legge mi sembra insoddisfacente e molto penalizzante per un territorio, quello della provincia di Olbia Tempio, che è l'unico, tra le Province di nuova istituzione, con tutte le caratteristiche per meritare l’autonomia. Sono convinto che fino a quando resteranno in piedi le Province statali è logico che anche quella gallurese continui a esistere, con qualsiasi nome la si voglia chiamare. Una Provincia autonoma rispetto a Sassari e Nuoro e con le stesse funzioni. Il centrodestra, avanzi almeno oggi, anche se con grave ritardo, una proposta concreta e realizzabile. In questo modo potrà tentare di porre rimedio ai danni causati tre anni fa. E abbandoni le posizioni populistiche che non mi sembra facciano più presa sugli elettori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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