Non piace la legge sull’agriturismo
No di Coldiretti alla norma che limita al 35% i prodotti di origine aziendale
CAGLIARI. La tavola apparecchiata e i piatti tipici vanno bene. Anzi più che bene: anche quest'anno è corsa alla prenotazione per il Cenone di Capodanno. Ma per il futuro le regole devono essere chiare: gli agriturismo devono restare legati all’azienda di campagna. E deve esserci il concetto di prevalenza delle produzioni proprie che arrivano sui piatti. L’sos viene lanciato da Coldiretti e Terranostra (marchio agriturismo dell’associazione): nel mirino la proposta di legge di riordino del settore approvata a maggioranza dalla commissione Attività produttive del Consiglio regionale. «Nell’articolo 4 – spiega Coldiretti – quello relativo alla provenienza dei prodotti utilizzabili nella somministrazione dei pasti, alimenti e bevande, è prevista una percentuale modesta di prodotti di origine aziendale. Appena il 35 per cento». Meglio partire da una quota più alta dei prodotti che arrivano dall'orto o dall'allevamento sotto casa. «Vogliamo evitare che gli agriturismo siano snaturati come aziende agricole – ha sottolineato Luca Saba, direttore regionale di Coldiretti – e se questo succede in qualche modo si vanifica completamente tutto il lavoro fatto negli anni sia con la vita in azienda che con le tradizioni. Non vogliamo andare in concorrenza con i ristoranti – ha chiarito il dirigente di Coldiretti –, ma garantire di poter continuare ad essere aziende agricole».
Si potrà, invece, acquistare il 45% di prodotti provenienti da altre aziende agricole, regionali a marchio biologico, a denominazione protetta, a denominazione di origine, fino a quelli agroalimentari regionali tradizionali inseriti nell'elenco nazionale. Coldiretti non è d'accordo: «Un punto – spiega – che nonostante le apparenze, consente l’utilizzo di prodotti con materia prime non sarde. È possibile per esempio comprare un pane carasau, rispettando dunque il crisma di tradizionale, ottenuto da farina extraregionale». Morale della favola: la legge, sostiene Coldiretti, necessita di alcune modifiche che possano preservare i legame inscindibile tra agriturismo e azienda agricola.
No di Confcommercio. La Federalberghi Confcommercio Sardegna contesta le norme. «Sono al di fuori di ogni logica di valorizzazione di un sistema che colleghi l'ospitalità all'agricoltura che produce. La legge non deve diventare un mostro che tutto agevola tranne le buone tradizioni e i seri agriturismo».
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