Betlemme, la Taranta contro la guerra
Oggi la tv vaticana trasmette il tradizionale “Concerto per la vita e la pace”
BETLEMME. Da quattordici anni ormai è una presenza costante quella della città di Castelsardo a Betlemme per l’organizzazione del “Concerto per la vita e per la pace”, andato in onda in mondovisione il giorno di Natale e che sarà trasmesso in replica oggi alle 16 sulla televisione vaticana, TV 2000 (canale 28 del digitale e 140 di Sky).
Il concerto nasce nel 2001 da un incontro tra l'allora sindaco di Betlemme, Hanna Nasser, e i sindaci Castelsardo Franco Cuccureddu e di Valmontone Angelo Miele. Era appena iniziata la seconda Intifada e le immagini che arrivavano dal Medio oriente erano di violenze, attentati e azioni di guerriglia, peraltro non molto dissimili da quelle di oggi. Il concerto a Betlemme (curato da Rino Maenza, promotore di eventi culturali) era un modo per portare un messaggio di pace e solidarietà in Terra Santa. Un’occasione per accendere i riflettori del mondo intero sulla Palestina, una volta tanto, per un grande evento culturale e non per gli episodi di una guerra che si trascina ormai da decenni.
Per dodici edizioni il concerto natalizio da Betlemme ha avuto come protagonisti grandi orchestre, famosi solisti ed alcuni fra i più grandi direttori, fra questi Lorin Maazel, recentemente scomparso. Nel 2013 c’è stata la contaminazione fra classica e jazz: l’orchestra dei solisti veneti si è arricchita da jazzisti di fama internazionale, fra i quali il trombettista Paolo Fresu. Quest’anno si è fatta invece una scelta più radicale: la world music, il che ha comportato anche una diversa location, non più l’interno della chiesa della Natività ma l’attigua piazza della Mangiatoia. L’orchestra “La Notte della Taranta”, che oggi è un importante protagonista della musica italiana e della cultura musicale del Mediterraneo, ha alternato i classici coinvolgenti ritmi salentini a brani più tipici del periodo natalizio. Per chiudere coinvolgendo in uno scatenato ballo collettivo in piazza il variegato pubblico, composto da islamici e da cristiani, da religiosi ortodossi e da preti e suore cattoliche, da autorità politiche palestinesi e da rappresentanti diplomatici.
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