La Nuova Sardegna

Ferito alle spalle dalla fucilata del killer

di Tiziana Simula
Ferito alle spalle dalla fucilata del killer

Grave ex infermiere di 67 anni affrontato nel suo podere da uno sconosciuto. Con lui c’era il figlio, graduato della “Sassari”

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INVIATA A SILANUS. Come ogni mattina era andato a “Contonale” per dare da mangiare ai maiali. Ma ieri, Peppino Mozzo, 67 anni, infermiere in pensione, non ha fatto neppure in tempo a entrare nel suo podere: una fucilata l’ha raggiunto alle spalle mentre stava aprendo il cancello. Un colpo sparato da pochissima distanza, più o meno tre metri, da un killer che lo attendeva appostato dietro un muretto a secco, nascosto da un groviglio di cespugli, sul lato opposto della stradina rurale che collega Silanus alle campagne di “Contonale”. L’ex infermiere si è accasciato. Ferito alla spalla sinistra dalla rosata di pallini esplosi dal fucile calibro 12. Un agguato in piena regola. Al quale ha assistito il figlio, Michele, 35 anni, caporal maggiore scelto della Brigata Sassari ora in servizio a Macomer, che era rimasto ferito in un attentato in Afghanistan il 5 agosto 2011. Ieri mattina stava facendo compagnia al padre.

Insieme, a bordo della Fiat Panda bianca, i due avevano raggiunto il podere, nelle campagne tra Silanus e Lei, a un chilometro circa dall’abitato, in una zona molto frequentata da allevatori e agricoltori che lì hanno le loro aziende. È stato il giovane, che attendeva il padre in auto, a dare l’allarme alle forze dell’ordine. Mentre il killer, con indosso una tuta mimetica e il passamontagna sul viso, fuggiva in aperta campagna, verso la parte alta della collina. «Hanno sparato a babbo», ha detto disperato Michele al telefono, chiamando un conoscente. La stessa vittima dell’agguato, nonostante fosse ferito e sanguinante, ha avuto la forza di telefonare e chiedere aiuto a un vicino di podere. A “Contonale” sono subito arrivati i soccorsi: Peppino Mozzo è stato caricato sull’ambulanza del 118 (inizialmente era stato richiesto anche l’intervento dell’elicottero) e trasportato al San Francesco di Nuoro. Le sue condizioni sono gravi, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. L’ex infermiere è stato sottoposto a un drenaggio in sala operatoria ed è ricoverato in Rianimazione: i pallini lo hanno raggiunto al polmone e al braccio sinistro.

Sul luogo dell’agguato sono arrivati i carabinieri di Nuoro, coordinati dal comandante del reparto operativo Luigi Mereu, e gli uomini della compagnia di Macomer, al comando di Giuseppe Pischedda. Con loro, i colleghi della stazione di Silanus, il comandante Luca Porcu e il maresciallo Giuseppina Messina. E la Scientifica, che ha eseguito i rilievi. Subito nelle campagne di Madrone e Orolio e nelle zone vicine si è scatenata la caccia all’uomo, con decine di militari che hanno setacciato la parte alta della collina e l’elicottero dei carabinieri che per ore ha sorvolato sul territorio. Sconosciuto al momento il movente, anche se le modalità del tentato omicidio, che riportano al classico agguato da muretto a secco, lascerebbero pensare a malumori legati al mondo agropastorale. Le indagini degli investigatori – coordinate dal pm Rossella Spano, della Procura di Oristano – non tralasciano comunque nessuna pista. L’ex infermiere è conosciuto come persona laboriosa e tranquilla, nessun problema con la legge.

Sono da poco passate le 8 del mattino quando Peppino Mozzo e suo figlio Michele (alla guida dell’auto) arrivano davanti al cancello in ferro del podere: all’interno c’è la porcilaia dove l’ex infermiere alleva maiali. Accanto, un grande appezzamento di terreno con vigneto e uliveto. L’uomo scende dalla macchina, fa solo qualche passo e raggiunge il cancello. Il killer lo aspetta appostato dietro il muretto a secco, ben nascosto tra i rovi. Lo vede aprire il cancello. Gli spara alle spalle. La fucilata ferisce la sua vittima ma non la uccide. A quel punto il malvivente fugge, forse interrotto da qualcosa. O da qualcuno. Dalla presenza di Michele Mozzo, ad esempio. Presenza inattesa che potrebbe aver scombinato i piani del mancato killer. Ora s’indaga nel paese ancora in lutto per l’omicidio di Bachisio Cossu, allevatore 34enne freddato con un colpo di pistola davanti a casa, neppure un mese fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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