La Nuova Sardegna

L’anno nuovo ad Alghero arriva al ritmo rovente di Caparezza

di Alessandro Pirina
L’anno nuovo ad Alghero arriva al ritmo rovente di Caparezza

Il concerto in piazza per il Cap d’Any si affida al più spettacolare musicista italiano L’artista pugliese fa un bilancio del suo 2014, parla di politica e del suo show

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ALGHERO. Tutto pronto per il veglione firmato Caparezza. Sarà il rapper di Molfetta ad animare domani notte il Cap d’Any di Alghero. Più che un concerto un vero e proprio show i’n cui l’artista pugliese accanto ai suoi più grandi successi proporrà anche gag e momenti di riflessione. «Uno spettacolo da vedere oltre che da sentire», ama ripetere lui. Una performance di un paio d’ore che va a chiudere il trionfale “Museica tour” che ha catapultato Caparezza nell’olimpo della musica italiana.

«Col concerto di Alghero si chiude un anno per me assai positivo – racconta il rapper –. Il 2014 era iniziato già bene. Un anno fa stavo registrando le ultime cose a Molfetta prima di partire per Los Angeles per la fase di mixaggio. Volevo fare un progetto ambizioso, con riferimenti all’arte, con ogni brano che prendesse spunto da un'opera pittorica. Un anno fa, ricordo, ero negli Usa a coltivare la speranza che questo disco vedesse la luce. Dodici mesi dopo posso dire che ce l’ho fatta».

A dirlo sono anche i grandi numeri e i tanti riconoscimenti. Disco di platino, targa Tenco come album dell’anno, tutto esaurito negli stadi e nei palazzetti. In Italia come all’estero. Perché con il “Museica tour”, passato anche per Cagliari, Caparezza è andato alla conquista di Barcellona, Parigi, Bruxelles, Londra, Amsterdam, Los Angeles, Miami. Una missione portata a casa con successo.

«E’ stata un’esperienza entusiasmante. Ci sono un sacco di persone che non conoscevano la mia musica, si sono imbattuti in me quasi per caso e ora mi seguono, mi cercano. In passato avevo già suonato in America, ma non era stata un’esperienza esaltante. Anzi. Questa volta, invece, ho portato il mio spettacolo in un tempio della musica come il Whisky a go go di Los Angeles. Una cosa pazzesca». Ad accoglierlo soprattutto fan italiani emigrati all’estero («Siete gli unici che vi ricordate di noi, mi sono sentito dire da tantissimi di loro»), ma anche molti supporter stranieri, che, magari masticano poco l’italiano, ma restano tutti incantati dalle sue performance. «Il mio show non è solo musica, ma sono previsti anche spazi teatrali e gag. E questi ogni volta li ho dovuti proporre nella lingua del posto. Francese, inglese, spagnolo. E’ stato divertente, ma anche formativo».

Caparezza ha iniziato a calcare i palcoscenici una ventina di anni fa. Si faceva chiamare Mikimix e arrivò anche a Sanremo, ma di quel periodo non è rimasta traccia. Lui la vera gavetta l’ha iniziata dopo essere passato dall’Ariston. Ed è forse per questo che non ama i talent dal successo immediato. «Non ho nulla contro, ma non ne condivido la formula, non mi appartiene. In questi anni mi hanno proposto più volte di fare il giurato, ma ho sempre rifiutato. Ma questo non vuole dire che io giudichi male chi lo fa».

Chi, invece, incontra il suo favore è Salmo, il rapper olbiese re della classifiche che Jovanotti ha scelto come regista del suo ultimo videoclip. «Salmo mi piace, non l’ho mai nascosto, lui lo sa. Ci siamo anche conosciuti. Un incontro fugace». Caparezza, all’anagrafe Michele Salvemini, che negli anni ha preso parte a concerti etichettati politicamente, dai primi V-day di Grillo al concertone del Primo maggio, oggi dice di fare fatica a trovare un leader capace di portare l’Italia fuori dal tunnel. «Non c’è ma va trovato. A me la politica non fa paura, non sono di quelli che dicono che i politici sono tutti ladri. Sono slogan che non capisco. Dentro i partiti ci sono persone perbene e opportuniste come in qualsiasi ambito lavorativo.Quello che faccio fatica a comprendere è il cognomismo. Oggi non ci sono più i democristiani, i comunisti, ma i renziani, i berlusconiani, i grillini. Dall’ideologia si è passati al cognomismo. E se mi devo adeguare allora mi definisco un salveminiano. Dal mio grande concittadino Gaetano Salvemini». Con lo show di Capodanno ad Alghero, organizzato dal Comune con la Fondazione Meta, si chiude la prima fase del “Museica tour”. Che ripartirà il 28 febbraio da Taranto con una nuova scaletta e una nuova produzione.

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