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pigliaru e arru hanno incontrato i commissari di asl e aou

Sanità, subito un colpo di scena: rinuncia Lenzotti (Brotzu)

Sanità, subito un colpo di scena: rinuncia Lenzotti (Brotzu)

CAGLIARI. Colpo di scena: uno degli undici commissari della sanità ha rinunciato. L’ha fatto all’improvviso, senza che nessuno se lo aspettasse e proprio nel giorno in cui invece avrebbe dovuto...

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CAGLIARI. Colpo di scena: uno degli undici commissari della sanità ha rinunciato. L’ha fatto all’improvviso, senza che nessuno se lo aspettasse e proprio nel giorno in cui invece avrebbe dovuto aprire l’ufficio che gli era stato assegnato dalla giunta Pigliaru. Tra l’altro non un posto da poco, ma fra i più ambiti e contesi: l’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari. Ebbene sì, Giorgio Lenzotti, 61 anni, medico ogliastrino, emigrato da tempo all’Asl di Modena, ha comunicato alla Giunta: «Grazie, ma io passo».

Perché? Per «stretti motivi personali», ha scritto in un telegramma, anche se potrebbe esserci un retroscena politico. Lungo strada, il designato pare si sia sentito abbandonato dal partito di riferimento, Sel, che nei fatti ha disconosciuto la paternità della nomina, e lui per non finire impallinato fra otto mesi, è rimasto dov’era e a fare quello che fa: il direttore sanitario del presidio unico provinciale di Modena, appunto. La rinuncia si è trasformata, quasi subito, in un bel guaio politico per la Giunta. Sabato 20 dicembre il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e l’assessore alla Salute, Luigi Arru, dopo un’estenuante maratona, erano sicuri di aver chiuso la partita, e invece no. Purtroppo per loro, hanno una casella ancora da riempire: «La rinuncia – è stato il commento diplomatico di Arru – non era attesa e nel più breve tempo possibile la Giunta nominerà un altro commissario che abbia le stesse competenze e la stessa professionalità del dottor Lenzotti». Si sa già che diversi partiti della maggioranza sono ritornati subito alla carica: il Brotzu, dal 2015 amministrerà anche gli ospedali Microcitemico e Oncologico, è una prima scelta e da sempre fa gola a molti. Fra uno o due giorni si saprà chi subentrerà a Lenzotti e soprattutto quale fetta della maggioranza avrà vinto questa partita ora gioca ai tempi supplementari. Un papabile potrebbe essere Giovanni Monni, primario ginecologo al Microcitemico e vicepresidente dell'associazione mondiale di medicina perinatale.

La cerimonia. Il telegramma arrivato da Modena e firmato da Lenzotti, ieri ha scombussolato eccome la cerimonia d’insediamento dei commissari. Organizzata nel salone delle bandiere della Torre di viale Trento, doveva essere l’occasione per lanciare in gran spolvero l’inizio della nuova era targata centrosinistra. Alla fine a presenziare sono stati solo in dieci: Agostino Sussarellu (Sassari), Paolo Tecleme (Gallura), Mario Carmine Palermo (Nuoro), Federico Argiolas (Ogliastra), Maria Giovanna Porcu (Oristano), Maria Maddalena Giua (Medio Campidano), Antonio Onnis (Sulcis), Savina Ortu (Cagliari), Giorgio Sorrentino (Policlinico universitario di Cagliari) e Giuseppe Pintor (Azienda Mista di Sassari). È stata una riunione a porte chiuse di neanche quaranta minuti, in cui sono state gettate le basi per raddrizzare una sanità che oggi costa 3,2 miliardi e ha accumulato 400 milioni di disavanzo. L’obiettivo dichiarato è riportarla in un anno vicino al tetto dei 2,8 miliardi.

La missione. Pigliaru è stato chiaro: «Tutti insieme dobbiamo condividere questa sfida così importante: migliorare il servizio e farlo con efficienza, riducendo gli sprechi». Per poi aggiungere, rivolto ai commissari: «Alla Giunta spetta dare gli indirizzi, monitorare e valutare. A voi lavorare con l’alta qualità tecnica che via appartiene e con un approccio da portatori di interesse sempre generale, senza mai cedere a certe vecchie logiche che non sono più ammesse». L’assessore Arru è stato se possibile persino più diretto: «Le Asl non dovranno essere più undici repubbliche indipendenti, ma formare un sistema integrato tra Aziende e Regione con il miglior utilizzo possibile delle risorse. Contiamo molto sul lavoro di squadra in cui l’imperativo etico è e sarà: puntare sulla competenza in ogni scelta. Solo così il cittadino-paziente sardo ritornerà ad avere fiducia nel sistema sanitario regionale».

Le nomine. Subito dopo Capodanno, i dieci commissari in carica nomineranno il loro team. Ognuno ha due nomine a disposizione: direttore amministrativo e direttore sanitario. Anche questi incarichi, come quelli dei traghettatori, sarà a tempo: quattro mesi più eventuali altri quattro.

Il sindacato. Nel giorno dell’insediamento, il segretario generale della Cisl, Oriana Putzolu, ha voluto lasciare un segno: «Sull’operato della Giunta e di commissari – ha scritto – vigileranno i sindacati, che si chiaro da subito non ha accetteranno tagli di alcun genere alla sanità in Sardegna. Se i commissari saranno in grado di farlo, sarà un bene per tutti e anche per loro che così un domani avranno un titolo in più per proporsi alla guida delle future Asl». (ua)

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