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Intossicati dal “fungo dell’olivo”

Intossicati dal “fungo dell’olivo”

Due casi in pochi giorni in Gallura, ma senza gravi conseguenze

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SASSARI. L’ultimo caso di avvelenamento da funghi nell’isola si è registrato a metà dicembre ad Arzachena, dove il fungo dell'olivo, facilmente confondibile con il prelibato Gallinaccio, ha colpito ancora. A farne le spese è stato un giovane residente ad Arzachena ma originario della Maddalena il quale, dopo aver raccolto una discreta quantità di quelli che riteneva Gallinacci, ne ha fatto una scorpacciata a cena. Ma le neurotossine dell'Omphalotus olearius (volgarmente noto come fungo dell'olivo) che aveva raccolto nel pomeriggio si sono fatte sentire nel corso della notte. Le condizioni del giovane sono apparse subito gravi ed è stato accompagnato, a notte inoltrata, all'ospedale di Olbia dove i medici del pronto soccorso lo hanno sottoposto al protocollo previsto per le intossicazioni alimentari. Il giovane è stato dimesso la mattina dopo.

Pochi giorni prima, a Olbia, a rimanere colpiti dall'Omphalotus olearius erano stati due coniugi di Milano che possiedono una casa a Porto Rotondo. Nel corso di una passeggiata nelle campagne di Rudalza, avevano raccolto un cestino di “prelibati” funghi scambiati per Gallinacci. Anche loro li avevano preparati per cena, ma nel risotto, e gli effetti si sono fatti sentire dopo alcune ore. L'uomo, un medico in pensione, ha immediatamente intuito che il malore era dovuto ai funghi è si e precipitato con la moglie in ospedale, informando i colleghi del pronto soccorso del Giovanni Paolo II di Olbia di quanto avevano mangiato.

Anche in quel caso le immediate cure prestate dallo staff di sanitari è stato determinante per annullare gli effetti del veleno sull'organismo.

Ad Alghero c’è un precedente che risale al maggio 2012, quando una gustosa cena a base di funghi si trasformò in un incubo per un’intera famiglia. Un uomo di 99 anni, la figlia disabile di 65 e la nipote di 54 poco dopo il pasto si sentirono male e finirono tutti all'ospedale per un'intossicazione. I funghi cucinati con un risotto e trifolati si sono infatti rivelati velenosi. A procurarli alla famiglia, assicurando che erano commestibili, era stato un incauto fungaiolo che li aveva raccolti nei boschi di Villanova Monteleone. La sua dichiarata esperienza non gli era servita a riconoscere che i funghi erano della specie Entoloma sinuatum, molto diffusa e altrettanto pericolosa. Tanto che questo fungo viene volgarmente chiamato “il perfido”.

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