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Treni stoppati dai passaggi a livello in tilt

Treni stoppati dai passaggi a livello in tilt

Rfi spiega il perché dello stop: guasto elettrico già risolto. Ma in futuro il blocco potrebbe ripetersi

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SASSARI. La rivoluzione dei trasporti rischia di fermarsi davanti al passaggio a livello. La Regione sogna treni superveloci, ma i pendolini appena comprati dovranno tentare di volare su una rete che mostra più di qualche incertezza. Un’operazione complicata.

Al di là delle magnifiche teorie ci si scontra contro la realtà. Il tilt contemporaneo di tre passaggi a livello ha bloccato un convoglio appena due giorni fa. E ha messo in evidenza come sia necessario pensare a una rete ferroviaria efficiente. Inutile avere una formula uno da far correre solo su una strada sterrata.

Trenitalia in poche ore ha riparato il guasto e vista nella legge dei grandi numeri il rapido soppresso è poca cosa. «Ieri abbiamo avuto il 94,4 per cento della puntualità – dice con orgoglio Trenitalia –. Che non nasconde l'incidente. C'è stato un problema elettrico a un impianto che ha bloccato tre passaggi a livello. Impossibile gestirli in modo manuale senza far accumulare al treno un ritardo mostruoso. Abbiamo preferito trovare una soluzione alternativa. Con i bus abbiamo contenuto il disagio».

Ma la difficoltà potrebbe diventare maggiore. Tutta colpa delle nuove norme. Da tempo i casellanti sono entrati nel libro di storia, come il telefono con la rotella o i gettoni per la cabina. Al loro posto c'è un efficiente computer che apre e chiude le sbarre al passaggio del treno.

Fino a qualche giorno fa si poteva in caso di guasto del passaggio a livello trovare una soluzione alternativa. Si chiama “marcia a vista”.

Il treno rallenta a 4 chilometri all'ora. Dal convoglio escono due macchinisti che si mettono ai lati del passaggio a livello e bloccano il traffico. Tecnologia low cost, ma molto efficace e a prova di guasto.

Ma questa tecnica da qualche giorno è stata vietata. In caso di guasto potrebbero intervenire le forze dell'ordine. Ma anche questo è impossibile se i passaggi a livello bloccati sono molti e vicini tra loro. «In questo caso si preferisce utilizzare un pullman – spiegano da Trenitalia –. È una tutela per i clienti. Nel caso specifico a noi risulta solo un treno soppresso per il blocco dei passaggi a livello: il Sassari-Olbia, sostituto da un bus che è arrivato con un ritardo contenuto».

Ma l'ottimismo non contagia tutti. Molto critico Arnaldo Boeddu della Filt Cgil regionale. «Non è pensabile che possano accadere cose simili. Alcuni passeggeri sono arrivati a Cagliari dopo oltre quattro ore di odissea. La cosa che più mi preoccupa è che Trenitalia non abbia stabilito un protocollo che garantisca una soluzione alternativa in caso di blocco dei passaggi a livello. Che potrebbe anche avere una certa frequenza. Questo tipo di operazione diventa ancora più importante se si pensa che la Regione vuole spostare la maggior parte del traffico passeggeri sulle rotaie».

Ma anche sul malfunzionamento dei passaggi a livello Rfi fa una precisazione. «Il 90 per cento dei guasti è dovuto a un comportamento scorretto degli automobilisti. Molti cercano di forzare il passaggio anche se la sbarra è chiusa. Basta che questa venga urtata o danneggiata in qualche modo perché il sistema elettronico segnali l'anomalia del passaggio a livello e ci costringa a bloccare il treno». Una situazione che la Regione e Rfi dovranno affrontare se non vogliono vanificare l’imminente, si dice entro l’estate, utilizzo dei nuovi pendolini sulla Sassari-Cagliari. (l.roj)

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