Allarme Xylella: cordone sanitario per proteggere gli olivi della Sardegna dal contagio
Controlli in porti e aeroporti, assicurazioni dell’assessore regionale all'Ambiente Elisabetta Falchi: «Dobbiamo evitare un disastro Xylella come in Puglia in cui le piante di olivo sono già contaminate». In Sardegna non ci sono ancora casi, ma l'attenzione è massima per evitare il contagio. E il centrodestra chiede alla Regione di mantenere alta l'attenzione contro i rischi di un eventuale epidemia
SASSARI. Punto e a capo. Subito. Per prevenire i killer degli ulivi cordone sanitario attorno alle splendide, e per ora sanissime, piante sarde. La richiesta di tutela arriva dal centrodestra. Che spiega di voler «scongiurare un disastro come in Salento»: le devastazioni causate dalla Xylella fastidiosa e da altri misteriosi agenti patogeni sui quali indaga persino la magistratura penale. «Con le strutture dell’assessorato e delle agenzie facciamo già il possibile per ridurre i rischi», ha replicato Elisabetta Falchi, che il 14 aprile a Roma ha incontrato il collega della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni. «Stiamo predisponendo una serie di ordinanze che ci consentano di facilitare il controllo – ha poi sottolineato – Il Servizio produzioni dell’assessorato è riuscito a ottenere un finanziamento Ue che ci permette di fare, per quest’anno e per quelli a seguire, un monitoraggio straordinario su 250 ettari, con 1200 analisi, oltre a quello normale previsto dal piano regionale di contrasto alla Xylella». «Un impegno a 360 gradi in porti e vivai – ha concluso – all’interno delle numerose disposizioni nazionali e comunitarie».
Il post della Regione Sardegna su Facebook sull'allarme Xylella
AGRICOLTURA, FALCHI: CONTRO LA XYLELLA GIA' IN ATTO CONTROLLI IN VIVAI E PORTI“Con le strutture dell’assessorato e...
Posted by RAS - Regione Autonoma della Sardegna on Martedì 14 aprile 2015
Tensioni. Il motivo di tanto allarme? Da una parte, puntualizza il centrodestra, c’è l’urgenza di un alt immediato alle contaminazioni su scala mediterranea. Dall’altra parte, viene ancora chiarito, esiste l’esigenza di salvaguardare le specie dell’isola da ogni possibile contagio. Partendo da questi presupposti, i rappresentanti delle opposizioni si sono così rivolti alla giunta perché istituisca una rete di protezione ampia. «Se questo batterio-killer arrivasse da noi – incalzano gli esponenti del centrodestra – a rischio ci sarebbero l'intera filiera dell’olio, le viti e gli agrumi». A sottolineare l’emergenza, ieri mattina, oltre i Riformatori, hanno pensato l’Udc e Fi. I consiglieri hanno chiesto di poter discutere in aula una mozione sull'argomento appena sarà terminato l'esame della Legge casa.
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L’appello. Riformatori, Udc e Fi comunque puntano il dito contro la maggioranza, «che a inizio marzo ha bocciato in commissione la proposta delle opposizioni per istituire i controlli delle merci in entrata».
La rete oggi. «In Sardegna esiste solo un punto di identificazione e di controllo allo Zooprofilattico di Sassari e un secondo polo sta per nascere nel porto di Cagliari, ma queste due realtà sono cosa ben diversa da quello che chiediamo – ha spiegato il capo gruppo dei Riformatori Attilio Dedoni – Servono invece controlli fitosanitari ed è sbagliato dire che la competenza è dell'Ue o dello Stato». Altrettanto categorico il capogruppo di Area Popolare, Gianluigi Rubiu: «O poniamo rimedio subito alla questione oppure faremo la fine di blue tongue e punteruolo rosso», ha rilevato. Per aggiungere: «Oggi stiamo suonando il campanello d'allarme, perché esiste il pericolo che il batterio arrivi in Sardegna: un problema di salute pubblica, non solo di agricoltura».
La rete domani. Oscar Cherchi (Fi) si è domandato a chi in questa fase spettino con esattezza riscontri, verifiche e contromisure. «A ogni modo, ad assicurare la vigilanza, in futuro dovrà essere l'assessorato dell'Agricoltura con l’attività fitosanitaria», ha aggiunto.
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Le posizioni. «Si pensa che trovandoci su un’isola siamo immuni, invece è vero il contrario – ha incalzato il capogruppo dei Riformatori – Regioni come la nostra sono caratterizzate da endemismi, gli agenti patogeni arrivano e proliferano fino ad azzerare interi comparti, come è accaduto con la peste suina africana». «L’agroalimentare sardo è fatto di produzioni tipiche d’eccellenza», ha voluto ricordare Dedoni. «Il patrimonio olivicolo minacciato è tra i migliori in Italia», ha proseguito. Per concludere: «I controlli servono a garantire la qualità dei nostri prodotti. Noi proponiamo un sistema di verifiche da affidare ad Asl e Zooprofilattico per la sanità animale e a Laore per la parte fitosanitaria:».
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Export e import. «Noi sardi siamo bravissimi a costituire cordoni sanitari per le merci in uscita, ma non lo siamo altrettanto a crearli in ingresso», ha aggiunto il capogruppo di Area Popolare. «La Xylella è comparsa per la prima volta in America, mentre in Salento è stata scoperta nel 2012 e, com’è sbarcata in Puglia, può arrivare da noi – ha rilevato Rubiu – Il pericolo è di una gravità estrema. Ma se continuiamo a sottovalutarlo, rischiamo di trovarci a importare il 100% dei prodotti».
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