Sindacopoli, al voto con la questione morale in primo piano
Tonara, fair play fra le due candidate sindaco: nessuna delle due rilascia dichiarazioni. A Belvì, dove è stato arrestato il sindaco Arangino, corre un maresciallo della Guardia di finanza
TONARA. Sarà la questione morale il convitato di pietra delle elezioni amministrative che si svolgeranno a fine maggio nei comuni di Sindacopoli (oltre Tonara, Ortueri e Belvì), con i tre sindaci uscenti finiti agli arresti con l’accusa di associazione a delinquere volta a favorire un sistema truccato di appalti di progettazione. Ma è probabile che questo desiderio di moralità nella gestione della cosa pubblica resti sottotraccia, come un elemento imprescindibile che però è bene non evocare pubblicamente, anche da chi avrebbe gioco facile nel farlo, utilizzando le disavventure giudiziarie e la mala gestione dei precedenti amministratori in comizi o incontri preelettorali. Sono le regole non scritte delle piccole comunità del centro Sardegna, piccolissime in qualche caso (Belvì ha appena 644 abitanti), dove si intrecciano parentele, amicizie e rapporti di buon vicinato.
Così, se a Tonara per esempio è comprensibile la scelta di non rilasciare dichiarazioni da parte di Flavia Loche, direttrice didattica chiamata in extremis a capeggiare la lista che doveva essere guidata dal marito Pierpaolo Sau prima che finisse in manette, appare come un estremo atto di fair play la consegna del silenzio che si è imposta la candidata sindaco dell’altro schieramento, Bastiana Porru. Interpellata dai cronisti, attraverso i familiari ieri ha fatto sapere di non voler intervenire pubblicamente in questa prima fase della campagna elettorale,
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Questo benché il nome della donna, laureata in scienze infermieristiche e dipendente dell’ospedale di Sorgono, fosse stato indicato già da qualche giorno per la guida della lista civica di centrosinistra che vede insieme Pd, Rifondazione comunista e Sel. Pare infine, ma la notizia non trova conferme ufficiali, che autorevoli esponenti della lista che doveva essere guidata dal sindaco uscente Sau, in grande difficoltà prima della scelta di candidare la moglie Flavia Loche, incerti se presentarsi o meno al giudizio degli elettori, avessero chiesto allo schieramento avversario di non correre a propria volta per le amministrative. Richiesta caduta nel vuoto, ovviamente.
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Fair play anche a Belvì, altro centro sul quale si è abbattuto il ciclone Sindacopoli, che qui ha portato in carcere il sindaco uscente Rinaldo Arangino. La lista era già pronta e la sua elezione veniva data per scontata. Arangino infatti si apprestava al terzo mandato (la sua prima elezione risale al 2005), ma in precedenza era stato vice sindaco per altri dieci anni. Lo chiamavano il sindaco dei record per i milioni di euro che era riuscito a portare per abbellire con costose opere pubbliche un piccolissimo centro dell’interno. Dopo l’inchiesta dei giudici di Oristano viene il dubbio che non lo facesse solo per amore dei suoi concittadini. A sostituirlo, in piena zona Cesarini, è stato chiamato il suo storico vice sindaco Sebastiano Casula, mentre sul fronte dell’altra lista si assiste a una sorta di nemesi storica, perché il candidato primo cittadino di “Attobiaus e chistionaus” (incontriamoci e parliamo) è un maresciallo della Guardia di finanza, lo stesso corpo di polizia che ha condotto le lunghe e laboriose indagini su Sindacopoli. Si chiama Marco Giorgi, ha 38 anni e lavora per la procura della Repubblica di Lanusei. Alla sua prima esperienza politica, Giorgi aveva dato la propria disponibilità a candidarsi già da alcune settimane, prima per intenderci del terremoto politico provocato dagli arresti degli amministratori ordinati dalla magistratura di Oristano.
Sarà la questione morale il suo cavallo di battaglia nella campagna elettorale? «Se si riferisce al fatto che utilizzerò a fini politici il caso che vede al centro l’ex sindaco Arangino, assolutamente no. Non è mia intenzione – dice Giorgi – speculare su questa vicenda, ma intendo portare avanti le idee e i progetti che in questi mesi abbiamo definito insieme con le persone, di varie età e professioni, che si sono radunate attorno ad “Attobbiaus e chistionaus”. Del resto il numero degli abitanti di Belvì è così ridotto che potrebbe risultare controproducente».
A Ortueri, infine, la lista che doveva essere guidata dall’ex sindaco Salvatore Casula si è estinta dopo che quest’ultimo è finito agli arresti domiciliari e il suo vice Pietro Crobu in carcere. Avrà gioco facile dunque l’unico schieramento rimasto in corsa, guidato dal medico Pier Luigi Corriga. Nome della lista: “Per un interesse comune”, quanto mai propizio.
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