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«Dal Banco una normale fidejussione»

«Dal Banco una normale fidejussione»

Per vincere la gara Spc - così si chiamano i servizi di pubblica connettività - Tiscali ha dovuto far ricorso a una fidejussione bancaria. E Soru, sollecitato dai giornalisti in conferenza, ha...

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Per vincere la gara Spc - così si chiamano i servizi di pubblica connettività - Tiscali ha dovuto far ricorso a una fidejussione bancaria. E Soru, sollecitato dai giornalisti in conferenza, ha chiarito il meccanismo che aveva sollevato non poche polemiche. «Le gare pubbliche hanno bisogno di una garanzia ma il fatto anomalo è che il Codice nazionale degli appalti preveda che ci sia lo stesso tipo di garanzie sia per chi costruisce il Ponte di Messina, sia per chi deve dare servizi di accesso Internet della pubblica amministrazione». Quando è evidente che i rischi sonop differenti... un conto è sbagliare il progetto di un ponte, un altro se dovesse esserci un problema in una delle migliaia di nodi Internet; un errore su migliaia di uffici collegati. Ma che cosa è accaduto nel caso specifico? Renato Soru ricostruisce il meccanismo nel dettaglio: «Noi dovevamo provvedere a garanzie per circa dieci milioni di euro e di questo ringrazio il Banco di Sardegna». E’ bene precisare che la fidejussione non riguardava un prestito ma era a garanzia dei lavori. Tiscali consegnò, come controgaranzia ben sei milioni di euro in contanti, in parte garantiti dal Consorzio fidi e in parte dal Banco di sardegna. «Una normale operazione», la definisce Soru. E a questo punto il Banco di Sardegna, presieduto da Antonello Arru (nella foto), ha svolto il ruolo che compete alla maggiore banca regionale.

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