Soru: «Tiscali cambia pelle e assume»
Vinta la gara Consip per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, l’azienda fa rientrare i contratti di solidarietà
CAGLIARI. Tiscali cambia pelle e si prepara a fornire la connettività ai centomila uffici della pubblica amministrazione italiana. La società cagliaritana, dopo una serie di verifiche organizzative e tecniche, si è aggiudicata la gara europea per 265 milioni di euro e potrà entrare in un nuovo business, spostandosi dai servizi ai privati – ogni giorno mezzo milione di persone accedono ai servizi di Tiscali in banda larga – a quelli della pubblica amministrazione, impegnata in una sfida suprema: digitalizzare gli uffici italiani.
L’annuncio. Per Tiscali è una svolta importante e per questo Renato Soru, fondatore della società e ora amministratore delegato, ha voluto spiegare i contorni dell’operazione in una conferenza stampa a cui ha preso parte anche il direttore generale, Luca Scano. «Si tratta del maggiore appalto che un’impresa sarda abbia mai conquistato per ordine di grandezza», afferma Soru che precisa di non poter fornire molti numeri perché «è in corso il processo di aumento di capitale che è all’attenzione della Consob».
Contratti. Ma le prime conseguenze sono decisamente positive sul lavoro: Tiscali aveva appena incominciato il quarto anno dei contratti di solidarietà che invece sono destinati a rientrare. «Dopo questa gara – dice Renato Soru – potranno rientrare gradualmente dai contratti di solidarietà». In questo caso un paradigma degli ammortizzatori sociali che avranno avuto un uso temporaneo e non definitivo, come purtroppo accade in Sardegna nella maggioranza dei casi. (In realtà, già nell’ultimo anno, Tiscali aveva diminuito del trenta per cento i contratti di solidarietà).
Organico. La società cagliaritana ha nel suo organico tra 900 e mille persone e Soru tiene a precisare: «Al 99 per cento si tratta di lavoratori assunti a tempo indeterminato». Le novità, (dall’aumento di capitale alla gara per i servizi di pubblica utilità), porteranno all’assunzione di nuove professionalità: «Stiamo cercando ingegneri e programmatori. Aumenteranno le persone incaricate nella gestione della rete e quelle dedicate ai clienti che richiedono servizi di livelli importanti».
Polemiche. L’aggiudicazione della gara da parte della Consip, la centrale acquisti pubblica, ha suscitato una marea di polemiche per il forte ribasso con cui è stata aggiudicata. Soru fa chiarezza: «Il nostro era un prezzo giusto, basato sui servizi di riferimento. Ora spetterà alle singole pubbliche amministrazioni decidere se avere Internet a 20 mega o a 100 mega».
Costi. Rispetto alla prima gara sono passati quasi dieci anni e il ribasso d’asta si giustifica così: «Allora una porta Adsl costava 300 dollari, oggi ne costa 15». Cambiano quindi gli ammortamenti e i costi di manutenzione. Diversamente – dice Soru – sarebbe come se uno andasse oggi a comprare un computer coi prezzi di dieci anni fa.
Lo Stato. La base d’asta, insomma era alta ma il ribasso è giustificato. Caso mai il dubbio è quello che si poneva il quotidiano Italia Oggi nel gennaio di quest’anno: «Perché lo Stato ha pagato per dieci anni nove volte di più»? Ma erano prezzi di un tempo passato.
Tecnologie. La sfida di Tiscali è quella di aiutare la pubblica amministrazione a costruire reti civiche ma anche a puntare su nuovi servizi per contrastare lo strapotere di tutto quello che proviene da oltre oceano.
Applicazioni. «Le cose che prima si facevano in analogico sono passate al digitale e noi siamo dentro quella trasformazione – spiega Soru – abbiamo elaborato tre applicazioni: Indoona, Istella e Streamago social che va nella direzione di Facebook».
Il passato. C’è una continuità in questa Tiscali che cambia pelle, una sorta di filo rosso che lega la nuova attività al passato: «Non troppi anni fa – ricorda Soru –abbiamo gestito reti in tutto il mondo. Tinet si era piazzata tra il quinto e il settimo posto nel mondo per l’interscambio di dati». Con questa esperienza non può essere un problema dare un servizio alla pubblica amministrazione: se ogni giorno 500 mila persone accedono alla banda larga, non è più difficile servire centomila uffici.
Servizi digitali. Il direttore generale Luca Scano ribadisce che la gara vinta è di assoluta importanza «per il fatturato prospettico della società ma anche per la pubblica amministrazione che ha avviato quel processo che deve portare all’Agenda digitale».
Ma questo è un altro capitolo: avere uffici pubblici dal volto umano sarà la sfida di tutti i governi, nazionali e regionali.
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