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Agriturismo, i paletti della legge

Agriturismo, i paletti della legge

Aspro confronto in aula sulla percentuale di autoproduzione delle aziende

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CAGLIARI. Le regole per gli agriturismo stanno per essere riscritte. In Consiglio regionale è cominciata la discussione sulla proposta di legge (è una sintesi fra sei bozze presentate da centrosinistra e centrodestra) che mette i paletti. Questi: il 35 per cento dei prodotti proposti al cliente dovrà essere autoprodotto dall’agriturismo, l’80 per cento dell’intero menu dovrà avere il marchio Sardegna. Poi massimo cento pasti al giorno e non più di 26 posti letto. È proprio sulla prima percentuale, il 35, che si è accesa la discussione fra maggioranza e opposizione. Per il centrosinistra, come ha detto il presidente della commissione Attività produttive Luigi Lotto del Pd, «i limiti minimi sono stati introdotti per legare l'attività di ristorazione alle produzioni dell'azienda, del territorio e dell'isola, lasciando però all'impresa agricola o ittica, la possibilità di approvvigionarsi, per non più del 20 per cento di prodotti di provenienza nazionale perché indisponibili in Sardegna». La stessa percentuale è però contestata dalla minoranza e anche da Federalberghi e Coldiretti, che chiedono sia aumentata oltre la soglia prevista dalla legge Per Gianluigi Rubiu (Ap-Udc) «la quota di autoproduzione è troppo bassa e dovrebbe arrivare almeno alla metà dell’offerta complessiva ai clienti». Anche i Riformatori, con l’ex assessore al Turismo Luigi Crisponi, hanno annunciato che presenteranno un emendamento più rigoroso: «L’alta qualità ha bisogno di regole ferree in difesa del consumatore» Luigi Lotto ha risposto che «è una legge per gli agricoltori non a favore dei ristoratori, ma gli agricoltori non possono essere penalizzati» . Dopo il voto sul passaggio agli articoli (31 favorevoli e 21 astenuti, la minoranza) la discussione dei 36 articoli è stata aggiornata a oggi per la presentazione degli emendamenti. Sempre oggi il Consiglio dovrebbe discutere anche la leggina che permetterà alla Regione di anticipare all’Inps i 26 milioni destinate a pagare le prime mensilità del 2014 ai lavoratori inseriti fra quelli garanti dagli ammortizzatori sociali.

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