La Nuova Sardegna

Critiche dalle “Guardie della rivoluzione”

Critiche dalle “Guardie della rivoluzione”

Quattro artisti iraniani nella sezione “Iranian Highlights”, trenta in quella denominata “The Great Game” (il “grande gioco” delle potenze mondiali per il controllo dell'Asia), insieme ad altri 19 da...

1 MINUTI DI LETTURA





Quattro artisti iraniani nella sezione “Iranian Highlights”, trenta in quella denominata “The Great Game” (il “grande gioco” delle potenze mondiali per il controllo dell'Asia), insieme ad altri 19 da India, Pakistan, Afghanistan, Azerbaijan e Kurdistan. Troppo pochi secondo i critici, vicini alle Guardie della rivoluzione a Teheran, che non li ritengono abbastanza in linea con i principi della Repubblica islamica e che spesso vivono all'estero. Non solo sono assenti molti maestri iraniani – rimarca la Fars, agenzia vicina alle Guardie della rivoluzione – ma gli artisti scelti da Mazdak Faiznia (nella foto un’opera di Shadi Ghadirian) che ha affiancato il curatore Marco Meneguzzo, sono stranieri «che non conoscono o non presentano l'arte iraniana nel loro lavori, oppure artisti sconosciuti che vivono all'estero».

«Non mi risulta», ha risposto il commissario al padiglione Majid Mollanooruzi. «Non ci sono fra loro artisti ostili alla Repubblica islamica» ha detto. «Anzi, condividono la contrarietà all' “arroganza” delle grandi potenze e mostreranno la ricchezza della cultura iraniana».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative