La Nuova Sardegna

Sbarcati 210 profughi, tra loro 4 bambini

di Silvia Sanna

L’arrivo a Cagliari sulla gasiera che li aveva salvati in mezzo al mare. In serata il trasferimento nei centri d’accoglienza

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SASSARI. Libertà è scendere la scaletta di una nave e bere un bicchiere d’acqua in una tendopoli fronte mare. Tutt’intorno volti incuriositi e preoccupati, persone che si prendono cura dei bambini, li fanno mangiare, li accarezzano. La nuova vita per 210 migranti è iniziata ieri mattina alle 11 a Cagliari. Arrivano dall’Africa, in Sardegna sono sbarcati a bordo di una gasiera carica di propano che due sere fa li ha soccorsi in mezzo al mare. Quando il loro barchino, al largo delle coste libiche, stava per affondare con il suo carico di umanità tremante, per il freddo e per la fame.

L’arrivo. Sono uomini soprattutto, 185. Ma ci sono anche 21 donne, tra cui 5 in attesa, e 4 bambini, almeno 2 molto piccoli. Poliziotti e volontari li hanno presi tra le braccia, loro dormivano beati. A portarli a Cagliari è stata la gasiera “Daz Victory”, battente bandiera panamense, che ha fatto una deviazione sul suo percorso. La nave martedì sera viaggiava verso la Spagna quando nel canale di Sicilia ha intercettato il barchino carico di migranti. Li ha presi a bordo e chiesto indicazioni sul da farsi al ministero dell’Interno. I migranti sono stati dirottati in Sardegna, al porto canale di Cagliari. Si sono fatti aspettare: la gasiera è arrivata alle 7 ma ha attraccato solo intorno alle 10.30. La nave è stata infatti ispezionata da personale della guardia costiera e dal chimico del porto. Verificato che non c’erano pericoli a bordo, la gasiera è stata condotta all’ormeggio con due rimorchiatori della Moby. I migranti, affacciati sul ponte, già sorridevano.

L’accoglienza. Ad attenderli c’era un esercito, tra forze dell’ordine e volontari che hanno apparecchiato una ventina di tende dove prestare i primi soccorsi. Tutti, a parte la stanchezza e lo choc ancora impresso sulla faccia, stanno bene. Le prime verifiche sono state effettuate a bordo, poi tutti sono scesi. Prima le donne e i bambini, infine gli uomini. È iniziato il rituale degli accertamenti. Prima ulteriori controlli medici, poi l’identificazione (che proseguirà nelle ore successive nei centri d’accoglienza). Solo dopo qualche ora, lo smistamento e la sistemazione a bordo di 4 pullman.

La sistemazione. La direttiva delle prefetture prevedeva la distribuzione dei migranti in strutture dislocate all’interno delle 4 province storiche. Per questo sono stati creati altrettanti gruppi, ognuno formato da una cinquantina di persone. Le donne e i bambini tutti insieme, gli uomini nei centri già pronti per accoglierli. Entro le 21 di sera tutti sono arrivati a destinazione. Cinquantrè a Valledoria, nonostante la contrarietà del sindaco che aveva contestato la scelta non condivisa. Oggi inizierà l’iter previsto dalla legge: i migranti presenteranno la richiesta di asilo politico per ottenere lo status di rifugiati. Le commissioni inizieranno a esaminare le domande, nel frattempo i profughi resteranno nelle strutture di accoglienza.

Strada chiusa. C’era il pericolo gas, il propano trasportato insieme ai migranti. Per precauzione, una porzione della statale 195, 9 chilometri, è rimasta chiusa al traffico per alcune ore, su decisione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Ma la mattinata è scivolata via tranquilla, assicura il questore Filippo Dispenza. Le prime ore dei migranti nell’isola, l’inizio di una seconda vita tutta da assaporare.

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