La Nuova Sardegna

Coldiretti lancia all’Expo i suoi “prodotti perfetti”

di Pier Giorgio Pinna

Cualbu e Saba: il Made in Sardinia è un’idea opposta a quella delle multinazionali Ecco le iniziative regionali presentate per la “Top ten della puzza che piace”

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MILANO. Idee in piazza: anche le più pazze, almeno in apparenza. Sì, perché qui all’Expo c’è spazio per tutti. E difatti stamane si aprono - con la "Top ten della puzza che piace" - le mostre della Coldiretti sulle specialità più profumate: prodotti definiti "perfetti" per lanciare il Made in Sardinia.

«Il nostro obiettivo – dice il presidente regionale, Battista Cualbu – è far conoscere la grande diversità del bioalimentare salvato dall'omologazione grazie all'impegno dei contadini. Dando l'opportunità di esaltare le specifiche proprietà di vini, formaggi, oli e allo stesso tempo raccontare il territorio dell'isola». Un palcoscenico anche per il Fiore sardo, il pecorino tradizionale più antico d'Europa, che l'associazione di categoria ha scelto per il buffet d'inaugurazione del proprio padiglione.

Oggi nel Roof garden di Coldiretti Farmers Inn di Campagna Amica. Assieme alle degustazioni. Con esempi della capacità innovativa degli agricoltori.

Nella rassegna delle produzioni rare ci sarà la Pompia (col suo liquore). È l'agrume coltivato in Baronia, a Siniscola in particolare. In quella sui prodotti più antichi, il filetto di muggine affumicato (il trattamento è uno dei tradizionali sistemi di conservazione) e il caglio di capretto.

Nella mostra dei Prodotti più amati dagli antichi romani figurerà il siero di latte. Tra i più costosi, oltre 250 euro al chilo, l'autentica bottarga sarda: le uova del muggine, essiccate e salate, sono il condimento più antico che le popolazioni mediterranee utilizzavano per i banchetti.

«Expo è una vetrina per l'internazionalizzazione delle merci e un'opportunità per le imprese: ma noi, con un concetto opposto alle multinazionali, vogliamo fare un'operazione verità – sostiene il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba – Le nostre imprese, pur piccole e non in grado di competere con la quantità, fanno produzioni reali. guardano ai mercati veri: e qui a Milano ci sono consumatori di livello che sanno apprezzare la biodiversità e la qualità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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