La Nuova Sardegna

Crisi di Meridiana, il Governo contro l'Usb

di Guido Piga
I lavoratori di Meridiana davanti all'hangar di Olbia
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I lavoratori di Meridiana davanti all'hangar di Olbia

Concessa la cassa integrazione per i tecnici dell’hangar, il sindacato non firma. Duro il sottosegretario al Lavoro: «Volevate i licenziamenti»

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OLBIA. Un altro anno di cassa integrazione per i tecnici dell’hangar di Meridiana, l’accordo è stato firmato lunedì 18 maggio a Roma. Un altro anno di cassa anche per piloti, assistenti di volo e amministrativi della compagnia aerea, in questo caso l’intesa sarà sottoscritta nelle prossime settimane. Dunque si stanno mettendo i tasselli per la salvezza della società dell’Aga Khan, in attesa di un nuovo socio. Ma in questo percorso non c’è un pezzo: il sindacato Usb. Per sua scelta e successiva decisione del Governo.

Tutto è successo a Roma, al ministero del Lavoro. In quella sede sindacati, azienda e Governo erano chiamati a mettere per iscritto la concessione della cassa per i 289 dipendenti di Meridiana Maintenance, la società che gestisce l’hangar di Olbia. Un atto (formale) che fa seguito al maxi accordo dello scorso 30 aprile, quello che ha permesso la salvezza (ancora per un anno) di tutti i 1800 del gruppo dell’Aga Khan, senza distinzioni di sigle, come prevede la legge. Un’intesa che solo un sindacato non ha firmato: l’Usb, appunto, che aveva inviato una nota al Governo perché la facesse propria.

Lunedì è stata fatta chiarezza su quello che è successo e su quello che potrebbe succedere. È andata così, secondo numerose fonti sindacali e governative. Governo e sindacati hanno discusso a lungo sulle parole da mettere nell’accordo. Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cobas hanno chiesto (e ottenuto) alcune modifiche al testo. Poi è entrata in scena l’Usb, sigla rappresentata da Aldino Pignataro. Il quale ha chiesto che venisse inserita la nota inviata dall’Usb al Governo.

Ha preso la parola il sottosegretario Teresa Bellanova (Pd) ed è stata durissima contro l’Usb: «Questo confronto va avanti con le sigle sindacali firmatarie dell’accordo del 30 aprile; accordo decisivo, sottoscritto dalla sigle che volevano e vogliono la salvaguardia dei posti di lavoro e non da quelle che volevano procedere ai licenziamenti». Ora la stessa cosa potrebbe accadere per la compagnia aerea e, poi, per gli incontri tecnici.

Meridiana ha commentato con soddisfazione l’intesa, inviando un comunicato anche in inglese; un messaggio ai possibili partner dell’Aga Khan. Ma ha scritto che tutte le sigle hanno messo la loro firma. Gli altri sindacati, verbale alla mano, hanno poi precisato che così non è.

«Si consolida il percorso per la ricerca di una soluzione alla crisi - scrive Franco Monaco (Filt-Cgil) -. La Cgil sarà intransigente nel confronto con l'azienda perché siano attivate tutte le iniziative di rilancio, di salvaguardia dell'occupazione e di un’attività industriale irrinunciabile. E dentro questo percorso la ricerca di un nuovo partner per la definizione di un nuovo piano industriale risulta essere strategica. Un impegno assunto dal Governo, questo».

 

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