De André e la sua Sardegna «Questo è il mio porto»
A Tempio la prima nell’isola del film Faber di Cabiddu: ricordi e commozione
TEMPIO. L’immenso amore che Fabrizio De Andrè provava per Tempio e per la Sardegna, ieri sera, era palpabile alla prima nazionale del film “Faber in Sardegna” al cinema teatro Giorgio di Tempio. Un amore che la città (e non solo) gli ha voluto tributare con il tutto esaurito. Alla premiere era presente la moglie Dori Ghezzi, il regista Gianfranco Cabiddu, il produttore Sandro Batolazzi e tutti i collaboratori e gli amici di sempre del cantautore genovese. «Queste immagini – ha detto Dori Ghezzi – rappresentano il culmine di una cucitura stupenda che legava Fabrizio a Tempio e alla Sardegna. Solo uno nato in questa terra come Cabiddu poteva vederla con quest’occhio, con lo stesso con il quale la vedeva Fabrizio che l’amava come un vero sardo».
Il film è stato aperto da un omaggio del ragazzi del liceo artistico tempiese che porta il nome proprio di Faber. Due chitarre, una voce e due ballerini hanno omaggiato De Andrè con alcune canzoni tra le quali “Fiume Sand Creek”. Prima della proiezione il regista e Dori Ghezzi hanno salutato e ringraziato il pubblico in sala. «Questo lavoro l’ho sentito molto – ha spiegato emozionato Cabiddu – ho cercato di catture le immagini della vita qui in Sardegna di Fabrizio. La storia che racconto parla di De André, ma se ne discosta continuamente per parlare di quello che rimane vivo di lui, in un posto come l'Agnata, nella musica, nelle parole della gente che lo ha incontrato, per poco o molto, per l'arte della musica, o che semplicemente l'ha accompagnato nel quotidiano lavoro dell'azienda agricola, della vita trascorsa in questo angolo di mondo». E lo stesso cantautore diceva spesso: «Mi sento più contadino che musicista. Questo è il mio porto, il mio punto d'arrivo. Qui voglio vivere, diventare vecchio». Così diceva Fabrizio De Andrè e pensava al suo giardino, a quel bosco di sugheri e lecci che fu il suo rifugio nell'Agnata nel cuore della Gallura.
Nelle immagini, inoltre, la protagonista è stata la musica e un ultimo indimenticabile concerto a Roma il 13 e 14 febbraio 1998. Un anno dopo il cantautore, compositore, poeta moriva. In “Faber in Sardegna”, molti sono i musicisti ripresi dal vivo, durante i vari concerti all'Agnata organizzati dal Festival Time in Jazz in collaborazione con la Fondazione De Andrè (dal 2005 al 2011), e che rendono omaggio al cantautore: tra questi, insieme a Cristiano De André, ci sono Morgan (autore di una commovente versione di “Canzone dell'amore perduto”), Paolo Fresu, Danilo Rea, Gianmaria Testa, Lella Costa, Maria Pia De Vito e Rita Marcotulli. Ma negli spezzoni di archivio tante persone dall'architetto Renzo Piano, amico di De Andrè a Paolo Casu, dirigente Ente Foreste della Sardegna, amico di famiglia, al parroco don Salvatore che fu mediatore durante il sequestro a Filippo Mariotti, fattore dell'Agnata fin dall'origine, poi con i De Andrè per 27 anni. Il sottile filo che lega Fabrizio De Andrè alla Sardegna è sempre vivo. Grazie al suo ricordo è sempre vivo in una città, Tempio, e in un’Isola che ha sempre amato e che continua ad amarlo. Solo per oggi e per domani, il film documentario sarà in circa 300 sale di 260 città italiane.
«All'Agnata abbiamo trovato il nostro porto tranquillo - ha spiegato Dori Ghezzi - adesso ci vengo meno perchè sono molto impegnata ma l'abbiamo affidata a due persone che la curano con tanto amore e la gestiscono molto bene»
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