La Nuova Sardegna

Ordigno contro una casa davanti al Comune di Tortolì

di Lamberto Cugudda
Ordigno contro una casa davanti al Comune di Tortolì

La bomba rudimentale è esplosa all’interno di un edificio in fase di ristrutturazione alle 8 del mattino Il palazzo è accanto al Municipio, gli inquirenti cercano di capire il movente dell’atto intimidatorio

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Non hanno esitato a fare esplodere una bomba, nonostante le telecamere della zona, e la presenza di diverse centinaia di persone, a 100 metri che partecipavano alle Tortolimpiadi. Il rudimentale ordigno (di scarso potenziale, confezionato con polvere pirica), è stato fatto esplodere in un caseggiato in fase di ristrutturazione, di fronte al Comune, alle 8:44 di ieri mattina. Lo hanno piazzato nella via Iglesias, stretta viuzza che si affaccia nella centrale, via Umberto, all’interno di una delle finestre (mancano gli infissi) di un palazzo in fase di ristrutturazione e ricostruzione, che crollò poco più di quattro anni fa, il 15 marzo 2011. Il palazzo è di proprietà di due cugine, Lara e Dilva Depau, la prima di 45 anni, fotografa, e la seconda di 51, architetto. Quest'ultima è anche la progettista dell'intervento. L'impresa che sta effettuando i lavori è la ditta Deiana Rossano di Tortolì. Anche il responsabile legale sarebbe stato sentito dalla polizia. L'ordigno era composto da un tubo dello stesso tipo di quello che viene utilizzato per portare il gas da città nelle abitazioni. Era lungo 30 centimetri e largo un pollice. Ignoti lo hanno riempito di polvere pirica e collegato a una miccia a lenta combustione. L'esplosione, che è stata avvertita in maniera chiara in diverse zone dell'abitato, ha fatto molto fumo ma nessun danno: si sono registrate solo delle schegge nei muri grezzi della costruzione. E questo anche perché, mancando gli infissi, l’ ordigno rudimentale ha perso parte della sua potenza deflagrante. È stato dato l'allarme da alcuni passanti, pensando che potesse anche essersi trattato di una dimostrazione contro la sede municipale, che si trova proprio di fronte al palazzo in fase di ristrutturazione, a non più di cinque metri di distanza. Sul posto sono subito giunti gli agenti del commissariato, guidati dal dirigente Riccardo Signorelli, e i vigili del fuoco, che hanno proceduto a una verifica di quanto accaduto. Subito dopo sono arrivati anche i carabinieri della stazione. Le due cugine Lara e Dilva Depau, proprietarie dello stabile, sono molto conosciute e stimate, e non hanno mai avuto il benché minimo problema con nessuno, così come le loro famiglie. Fra l'altro, la prima - sposata con l'allenatore di volley Giandomenico Dalù - per tanti anni, seguendo le orme paterne, ha tenuto nello stesso stabile lo studio fotografico, fino all'improvviso crollo di quattro anni fa. Ieri mattina, entrambe sono rimaste di stucco, quanto hanno saputo quanto accaduto. Cosa che Lara Depau, ha ribadito, pochi minuti dopo lo scoppio, di fronte al palazzo in fase di ristrutturazione, anche al dirigente del commissariato, Riccardo Signorelli. Le indagini non tralasciano alcuna pista.

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