Sorpresa: ballottaggio centrosinistra-M5S
Testa a testa tra l’ex sindaco Luciano Mura e il grillino Sean Wheeler Ancora in corsa il sardista Ligas, distanziata Gilda Usai Cermelli
PORTO TORRES. Ballottaggio con sorpresa per eleggere il nuovo sindaco di Porto Torres. Il Movimento Cinquestelle scombina i giochi e le previsioni fatte ai tavoli della politica e si candida per lo spareggio. Sean Christian Wheeler, infatti, contenderà la carica di primo cittadino a Luciano Mura, esponente del Partito democratico e a guida di una coalizione di centrosinistra e sovranista. Terza posizione, con un po’ di delusione rispetto alle previsioni della vigilia, per Costantino Ligas (a capo della coalizione sardista e civica). E dietro Massimo Mulas (Autonomia popolare), con un dignitoso piazzamento dietro ai favoriti, poi Gilda Usai Cermelli e Nicola Franca.
Un dato destinato difficilmente a cambiare più di tanto, vista la tendenza in alcuni quartieri simbolo della città, con una ipotesi che intorno alle due e mezza era questa: ballottaggio tra Sean Wheeler e Luciano Mura, appaiati attorno al 30 per cento (i due erano divisi da una manciata di voti). Poi Costantino Ligas al 23,9 per cento, Massimo Mulas al 10.4, Gilda Usai al 6,3 e Nicola Franca all’1,8.
Il risultato - ancora parziale, sul sito del Comune non c’era ancora un solo dato ufficiale - evidenzia che sono cambiate le «gerarchie» in corsa, come avviene in una competizione sportiva dove il risultato improvviso di un atleta modifica l’idea di partenza.
Si era capito già dalla tarda mattinata che non ci sarebbe stato il temuto astensionismo, almeno non nelle proporzioni annunciate. La città ha risposto alla chiamata alle urne con un onorevole e responsabile 66,87 per cento, pari a 12.791 elettori. Certo, rispetto alle amministrative del 2010 c’è stato un calo di quasi dieci punti (allora votò il 75,35 per cento) e più di 1500 sono rimasti a casa rispetto ad allora. Ma chi aveva pronosticato la fuga dalle urne ha sbagliato i conti.
I partiti hanno cominciato da subito a fare calcoli, a tirare fuori interpretazioni sul significato di una partecipazione medio-alta. E ha preso consistenza la convinzione che dietro a quei numeri potesse esserci la sorpresa Cinquestelle.
Dalle prime schede, la conferma del tipo di voto: croce sul simbolo del Movimento di Beppe Grillo, in larga parte senza l’indicazione di preferenze per i consiglieri. Una scelta chiara che può essere valutata come protesta, richiesta di cambiamento, ma anche come rottura rispetto a un sistema ritenuto non più credibile per una città che da anni paga una crisi terribile e che è precipitata in un isolamento distruttivo. Tanto che anche i problemi più semplici sono rimasti senza soluzione e si sono trascinati stancamente di anno in anno fino a diventare una zavorra pesantissima che ha annullato ogni possibile forma di ripresa.
Così Porto Torres è arrivata all’appuntamento elettorale in maniera confusa e l’incognita Cinquestelle che, con il passare dei giorni, è diventata una preoccupazione per gli altri schieramenti. E a poco è servito fare finta di niente, sottolineare l’impaccio nella scelta del candidato sindaco (Sean Wheeler ha preso il posto in corsa di Maurizio Zolesi che ha lasciato per problemi personali). Ma il problema non era il nome e neppure un candidato rispetto a un altro: una buona fetta della città ha agganciato il treno del Movimento Cinquestelle come veicolo per cercare la via del cambiamento. La dimostrazione che in tanti hanno atteso il momento del voto per provare ad aprire una fase nuova e capire se davvero una rinascita è ancora possibile. Un campanello d’allarme per la vecchia politica, sostenuta da liste e tanti candidati. I Cinquestelle, con una lista incompleta, sono rimasti in gara giocando alla pari fino all’ultimo voto. Si va al ballottaggio, dunque. Ed è già tutta un’altra storia.
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