Gaffe di Giuliana Altea: evviva, in Comune resta il commissario
Orani, diventa pubblica un’email della presidente del museo Nivola ai colleghi della fondazione. La replica di Niffoi
ORANI. Un’email privata che diventa pubblica. E scatena un putiferio. Protagonista Giuliana Altea, storica dell’arte e docente universitario, presidente da alcuni mesi della Fondazione Costantino Nivola che gestisce il museo di Orani. «Con gioia comunico, a quelli di voi che non ne fossero a conoscenza, la notizia della riconferma di Franco Pani a commissario del Comune di Orani, a seguito del mancato raggiungimento del quorum per l’elezione del nuovo sindaco. Questo significa che potremo contare ancora per un anno sulla collaborazione di Franco (Pani, ndr), di Marco Taula e di Francesco Murru, tre membri della nostra fondazione preziosi per il loro apporto al lavoro comune e per le loro qualità personali. Evviva!».
Cos’è accaduto? Qualcuno dei destinatari ha fatto girare il testo, provocando la reazione di Niffoi e della sua lista. «Nell’apprendere della grande soddisfazione espressa per il mancato raggiungimento del quorum, ci siamo resi conto che per lei – è scritto nella lettera aperta ad Altea – le istituzioni sono un orpello ingombrante. La comunità, che ospita la fondazione per la quale lei ha l’onore di lavorare, attraversa un momento di crisi e oggi non è governata da organi eletti democraticamente. Non ci sentiamo di gioire di questo, di esprimere sdegno per le sue parole sì. Lei ha offeso noi componenti della lista e, con noi, le 1098 persone che hanno scelto di votare».
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In serata è arrivata la replica. «Mi addolora vedere che una mia email privata è stata fraintesa – scrive Altea – . Non esprimevo soddisfazione per la mancata elezione del sindaco - è pacifico che Orani debba al più presto trovare una guida democraticamente eletta - bensì per la riconferma di tre membri del Cda del cui apporto disinteressato, capace e fattivo la Fondazione si è giovata finora. Non è facile trovare persone disposte a lavorare gratis, con impegno e dedizione, per un’istituzione, come hanno fatto loro. La loro presenza garantisce la continuità indispensabile alla conclusione di una serie appena avviata di progetti utili al museo e al paese. Siamo convinti che quanto abbiamo cominciato a realizzare in questi mesi, dacché si è insediato il nuovo Cda, testimoni il nostro sincero impegno per Orani e per la Sardegna».
La polemica non è destinata ad esaurirsi, anche perché il museo Nivola fu tra le cause delle dimissioni del sindaco Franco Pinna (fu accusato di aver incrinato pericolosamente i rapporti con la famiglia dell’artista), sponsor a quanto si dice della nomina alla guida della fondazione proprio di Niffoi, il quale poi si dimise dal ruolo di rappresentante della famiglia Nivola nel Cda. Lasciando il Comune, Pinna abbandonò l’incarico di rappresentante della comunità oranese nel Cda (tre in totale per statuto). Al suo posto subentrò lo stesso commissario, che nominò il sassarese Marco Taula, mentre Francesco Murru, l’unico oranese rimasto nel Cda, non si dimise. Giuliana Altea fu eletta presidente poco dopo. (p.me.)
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