La Nuova Sardegna

le testimonianze in tribunale

Marracini si fece rimborsare il bus di Roma: un euro

CAGLIARI. Sergio Marracini spendeva il denaro del gruppo misto, ma era «tra i pochi a portare le pezze giustificative». L’aveva detto al tribunale Ornella Piredda nel corso del suo esame, ieri l’ha...

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Sergio Marracini spendeva il denaro del gruppo misto, ma era «tra i pochi a portare le pezze giustificative». L’aveva detto al tribunale Ornella Piredda nel corso del suo esame, ieri l’ha confermato Pietro Pittalis, ex capogruppo del misto, indagato ma prosciolto in istruttoria dall’accusa di peculato aggravato. È stata la difesa di Marracini, l’avvocato Massimiliano Ravenna, a chiamarlo in aula e Pittalis ha fornito ai giudici una versione precisa di quanto avvenne fino al 2009, quando esplose l’inchiesta sui fondi ai gruppi: «Quando si seppe dell’indagine – ha ricordato Pittalis – Marracini mi disse di essere tranquillo perché aveva sempre consegnato i giustificativi alla Piredda, che glieli controllava». Qui il pm Cocco ha lanciato una provocazione: «Lo sappiamo – ha detto il magistrato – risulta un rimborso di un euro per il biglietto di un bus dell’Atac, a Roma. Altri 11 euro per un caffè, sempre a Roma, e 9,80 euro al bar del Mediterraneo, a Cagliari». Come dire: Marracini rendicontava ma non sembrava badare tanto alla compatibilità delle spese coi criteri stabiliti dalla legge: «Una volta – ha ricordato Pittalis – parlammo di questo e osservai che una cosa sono i giustificativi delle spese, un’altra la pertinenza delle spese». Su questo punto il pm Cocco ha insistito, in aperto contrasto con la difesa, quando a chiesto quali siano le ragioni per le quali Pittalis non ha mai chiesto il rimborso di biglietti aerei, taxi, pranzi e cene: «Ritenevo - ha risposto il consigliere regionale nuorese, che fa l’avvocato - di dovervi far fronte con l’indennità che ricevevo». Coi 2500 euro mensili che gli arrivavano dal gruppo Pittalis retribuiva un consulente legislativo («regolarizzai la posizione anche sotto il profilo previdenziale») mentre i due «portaborse» li pagava coi tremila euro previsti dalla legge proprio per le figure dei collaboratori. Nessun ricorso ai fondi del gruppo per le spese personali «perché – ha spiegato ancora Pittalis – quei soldi dovevano servire per le attività politico-istituzionali». Quando l’avvocato Ravenna ha eccepito la pertinenza delle domande, il pm ha risposto secco: «Volevo dimostrare al tribunale come non sia poi tanto difficile distinguere tra spese ammesse e spese illegittime, come vedete c’è chi è riuscito a farlo senza aspettare che intervenisse la Procura». (m.l)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative