Orani, il retroscena: un volantino di fuoco invitava a non votare
Dopo l’esultanza per il mancato raggiungimento del quorum: lettera indignata contro Giuliana Altea (Fondazione Nivola)
ORANI. Che l’aria in paese non fosse buona lo si era capito qualche giorno prima delle votazioni. Un volantino era comparso in paese con accuse pesantissime rivolte al candidato sindaco Franco Niffoi. «Carissimi paesani di Orani, popolo intelligente, laborioso e acuto... dopo le legislature di Franco 1° e Franco 2° (Pinna, il sindaco dimissionario, ndr) ora esce dal cilindro dei mafiosi di Orani Franco 3° (Niffoi, il candidato che non ha raggiunto il quorum ndr)».
Il volantino. Vomita veleno sull’ex sindaco Pinna e, soprattutto nei confronti di un senatore del paese, di un altro politico locale e anche del sottosegretario ai Beni culturali Francesca Barracciu. Ma nella seconda parte, l’anonimo che ha stilato il volantino (acquisito dagli agenti della Digos che stanno indagando per risalire all’autore su ordine della magistratura di Nuoro), se la prende personalmente con Franco Niffoi, sottolineando alcune delicate questioni professionali, e poi chiama in causa la moglie e quasi tutti i componenti della lista. Concludendo tutto in maiuscolo: «Cari cittadini non fattevi (si con due t, ndr) incantare dal circo e dall’illusionista. Teniamoci per qualche tempo il Commissario Montalbano e non andiamo a votare. (firmato tutti gli Oranesi onesti)»
Clima di fuoco. Ed è stato in questo clima infuocato che si sono svolte le elezioni. Il mancato raggiungimento del quorum dell’unica lista e la mail di giubilo della presidente della Fondazione, Giuliana Altea, hanno fatto il resto. Una parte di Orani non l’ha presa bene. E ha risposto nella maniera più democratica possibile: con una lettera firmata da alcune centinaia di persone.
La lettera. «Indignazione e sconcerto, nient’altro rimane nel venire a sapere che Giuliana Altea, presidente della Fondazione Nivola, gioisca del mancato raggiungimento del quorum. Sconcerto perché parrebbe lecito attendersi che chi è chiamato a ricoprire un simile ruolo pubblico sia ben consapevole del senso e del valore delle istituzioni democratiche – hanno scritto gli oranesi –. Come non essere indignati poi, da oranesi, per la scarsa considerazione che la presidente mostra per il sentimento di una comunità? Indipendentemente dalla personale scelta di voto, molti vivono con preoccupazione e disagio il perdurare della paralisi amministrativa. Gioire di questa situazione mostra chiaramente che poco o nulla la presidente ha colto del profondo legame tra Costantino Nivola e Orani. In che modo quindi la Fondazione dovrebbe riuscire a costruire un rapporto fattivo con un paese le cui migliori sorti non sembrano essere di interesse per il suo massimo dirigente? »
L’invito. «Nel rammentare che Fondazione e Museo sono nati proprio grazie all’idea e all’iniziativa di alcuni oranesi – hanno concluso – profondamente consapevoli di lavorare anche per il bene dell’intera comunità, riteniamo che la presidente e i membri del consiglio di amministrazione, a seguito di questo episodio, siano tenuti ad un’assunzione di responsabilità nei confronti delle istituzioni che li hanno scelti».
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