La Nuova Sardegna

«Scorie nucleari? Abbiamo già detto no»

di Stefania Vatieri
«Scorie nucleari? Abbiamo già detto no»

Nuoro, il movimento spiega le ragioni della manifestazione di domenica al suono di campane e sirene

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NUORO. Non ci sono compensazioni che tengano. La Sardegna alle scorie nucleari ha già detto no. L’ha fatto con il referendum del 2011, all'unanimità. E ora a meno di 4 anni da quel voto contrario l'isola dalle acque cristalline e dalla sabbia bianca non può rischiare di essere sommersa da un mare di rifiuti radioattivi.

Come atto di resistenza contro il deposito nazionale di scorie nell’isola il Comitados No- nucle-No-scorie, ha indetto per domenica la No-nucle-day: dalle 5 piazze di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e Olbia in contemporanea con i circoli sardi nel mondo, alle 11 del mattino al suono delle sveglie e delle campane e delle sirene i partecipanti si sdraieranno per terra fino alla seconda sirena. E ieri mattina nella sede dell'Unione sindacati di base Graziano Pintori, Franceschino Nieddu, Giuseppe Nieddu e il coordinatore nazionale Bustianu Cumpostu hanno presentato i dettagli.

La manifestazione nuorese si terrà in piazza Vittorio Emanule. La giornata è patrocinata dall'amministrazione comunale, che ha accolto l'invito dell'Anci a esporre permanentemente la bandiera contro il nucleare nel palazzo civico. Chiamati a raccolta l'intera cittadinanza, gli emigrati, le istituzioni civili ed ecclesiastiche, le associazioni di volontariato e quelle di categoria, i comandi antincendio e tutti quelli che operano in Sardegna. A preannunciare la manifestazione saranno gli studenti che il giorno prima sincronizzeranno le sveglie dei propri cellulari facendoli squillare alle 11.

«È una battaglia trasversale che vede in campo persone di varia appartenenza politica, associazioni, chiese e Municipi —spiega Bustianu Cumpostu — Tutti uniti per far sentire la voce del popolo sardo che lotta perché la sua terra rimanga un paradiso e non venga trasformato in un inferno». «Una Regione a vocazione turistica dove la qualità della vita, dei prodotti della sua terra, dell'ambiente e delle bellezze naturali giocano un ruolo determinante sull'intera economia isolana a cui è appeso il futuro delle nuove generazioni», viene sottolineato. «È un atto di responsabilità nei confronti dei nostri figli— spiega Graziano Pintori — Non dobbiamo farci ingannare dal ricatto dell'occupazione che il deposito creerà, come cerca di proporci il presidente Renzi».

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