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“Youth” di Sorrentino La vita che brilla in tanti frammenti

di Lolla Spano
“Youth” di Sorrentino La vita che brilla in tanti frammenti

di Lolla Spano Bisogna riuscire, per apprezzarlo, a sintonizzarsi sulla frequenza di “Youth” e sulla frequenza di Paolo Sorrentino, che non è veloce e immediata, ma è un ritmo lento, inizialmente una...

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di Lolla Spano

Bisogna riuscire, per apprezzarlo, a sintonizzarsi sulla frequenza di “Youth” e sulla frequenza di Paolo Sorrentino, che non è veloce e immediata, ma è un ritmo lento, inizialmente una eco lontana che ti invita ad avvicinarti, a fidarti, perché se ti avvicini e ascolti bene, sarà uno spettacolo bellissimo. Ed è proprio così che inizia il film, attraverso il ritmo dolce di una splendida cover di You Got The Love che ti rimarrà in testa per giorni.

Senza addentrarmi nella trama rischiando di inciampare in fastidiosi spoiler, il film parla "semplicemente" della vita attraverso la vecchiaia, quella di due uomini di 80 anni: un famoso direttore d'orchestra e un regista di Hollywood, amici da una vita, che si trovano a tirare le somme dentro un prestigioso Hotel fra le Alpi Svizzere. Così fra passeggiate tra le montagne, lunghi bagni termali, pranzi e cene passati a osservare tutti gli altri ospiti dell'albergo, snocciolano racconti sulla vita, sulla giovinezza, sugli errori passati e presenti, sull'amore, sui figli e, ovviamente, sulla spietata vecchiaia. Non meno importanti sono tutta una serie di personaggi di contorno che creano il valore aggiunto al film, ognuno con i propri problemi e le insicurezze, con la propria chiave di lettura, spesso confusa, della vita.

Il film è intriso di un cinismo dolce, non fastidioso, privo di livore, il cinismo buono di chi ha vissuto tanto e possiede una consapevolezza che i giovani per definizione non hanno maturato. Chi ha definito questo film "frammentario" forse avrebbe apprezzato maggiormente una storia più didascalica, un racconto che avesse un inizio, uno svolgimento e una fine con annessa morale, ma io trovo che questa pellicola sia esattamente come è la vita stessa: fatta di attimi, di istanti, di sprazzi senza avere necessariamente un filo conduttore e perché no, frammenti, ma nell'accezione positiva del termine. I film di Sorrentino sono così: ti offrono una serie di puntini luminosi, come fossero guizzi, ma sta a te decidere se unirli e creare un meraviglioso cielo stellato o lasciarli così, semplicemente sospesi.

Parlando di “Youth” con altre persone, mi è stato chiesto quale fosse secondo me la sua morale, il messaggio finale che Sorrentino ha cercato di trasmettere in 118 minuti. Andare a cercare il fine ultimo di un'opera artistica è una cosa che non amo fare perché il concetto in sé di "morale" mi è stato inculcato a scuola attraverso fiabe noiose che volevano insegnarmi cosa fosse giusto o sbagliato, etichettando i comportamenti umani in "bianco" o "nero" privandoli delle normali sfumature di colore che sono parte della vita e della realtà. Ma se proprio dovessi, ripeto, trovare una morale o un messaggio in questo film, penso che risiederebbe in questa frase: «Le emozioni sono tutto quello che abbiamo». Fugaci, intense e indispensabili.

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