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Ganau in piazza per No-nucle-die

Ganau in piazza per No-nucle-die

Pili: «È certo: da carte top secret il sito per le scorie risulta individuato nell’isola»

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SASSARI. Tutti contro il sito per le scorie nucleari. In Sardegna cresce la mobilitazione: nessuno, o quasi, vuole il deposito nazionale di residui radioattivi. Il presidente del consiglio regionale, Gianfranco Ganau, domani mattina sarà in piazza d’Italia a fianco dei manifestanti che hanno promosso la No-nucle-die. Da esponente delle istituzioni sfilerà accanto agli indipendentisti, ai rappresentanti di altre forze politiche del centrosinistra, ai dirigenti di molte associazioni ambientaliste. Mentre il deputato di Unidos Mauro Pili rivela: «Da carte top secret arrivate in mio possesso il sito risulta senza alcun dubbio scelto in Sardegna».

«La bandiera contro il nucleare sventolerà sino a domenica sulla facciata del palazzo di via Roma a Cagliari, sede del parlamento isolano – rilancia intanto l’ex sindaco di Sassari Ganau – È una battaglia comune che vede uniti tutti i sardi». Quella in piazza d’Italia sarà una delle tante iniziative della manifestazione “diffusa” indetta dai comitati che si battono contro l’ipotesi di una collocazione nell’isola del deposito nazionale di scorie. «Il Consiglio – aggiunge Ganau – si è espresso in maniera chiara, dimostrando di esser unito contro quella che sarebbe un'altra insostenibile servitù. L'ho detto neanche due mesi fa e lo ribadisco oggi con forza – incalza il presidente – siamo pronti a fare l'inimmaginabile per evitare quello che sarebbe per la Sardegna un vero disastro. La mia sarà una partecipazione convinta alla manifestazione, in primo luogo da sardo e poi naturalmente da presidente del consiglio regionale».

«La scelta dell’isola – sostiene invece Pili – è supportata da tre cartine decisive secondo il report teorico della società statale Sogin: un’analisi criptata della Nasa sulle zone a rischio, una carta sulle aree franose e l’attestato tecnico nazionale col quale si dichiara la Sardegna esente da rischi sismici, unica regione esclusa». «Tutti gli studi richiamati nel piano sin dalle prime pagine portano dritti da noi – aggiunge – Il piano Sogin punta sull’isola con premesse tecniche che poi, invece, sono tutte finalizzate a scelte politiche. I documenti, in modo impressionante ripercorrono un comune denominatore: escludere tutte le aree a rischio. Sogin arriva alla Sardegna per esclusione di tutto il resto. Nel documento secretato da Sogin, contraddistinto da protocollo 9686/2015, si arriva a capire qual è il progetto: Sogin dichiara di applicare alla lettera i criteri di esclusione individuati da Ispra». «Prima di tutto – conclude – vengono escluse le aree vulcaniche attive e quiescenti, poi quelle contrassegnate da sismicità elevata e infine quelle interessate da fenomeni di “foliazione”. La Sardegna secondo tutti i piani connessi e richiamati non rientra in alcun modo in queste prime tre priorità di esclusione. Alla base di tutto c’è però la carta americana, georeferenziata e criptata con codici numerici denominata Database of Individual Seismogenic Sources che individua in modo esplicito l’unica regione che sarebbe esente da pericoli». Pili parla di «piano scellerato che deve essere respinto» e annuncia sin dai prossimi giorni «una mobilitazione parlamentare senza precedenti». (pgp)

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