Dialisi domiciliare, Nuoro al top
San Francesco: tecniche innovative e alta qualità nell’assistenza dei nefropatici
NUORO. Per la sanità dell’isola un primato di prestigio. Nuoro è fra i primi centri italiani per la dialisi domiciliare. Il 60 per cento dei pazienti esegue a casa, solo con l’assistenza dei familiari, il trattamento salvavita. In gran parte i nefropatici si sottopongono alla dialisi peritoneale (che dopo alcuni anni deve essere sospesa), ma l’Asl 3 ha messo a disposizione per i primi dieci pazienti anche le apparecchiature per l’emodialisi che fino a oggi veniva eseguita solo nei reparti ospedalieri. Il reparto di nefrologia dell’ospedale San Francesco, diretto da Franco Logias, ha messo a punto una task force per rendere più umana una malattia che può essere sconfitta solo col trapianto di rene, col progetto “la dialisi in casa”. Ma le donazioni in Sardegna sono del tutto insufficienti per dare una risposta ai pazienti in lista di attesa.
A Nuoro, per iniziativa dell’Asl 3, e del reparto di nefrologia dell’ospedale San Francesco, da alcuni giorni quattro Regioni, la Sardegna, il Lazio, la Toscana, la Lombardia, si confrontano in un corso sull’esperienza della dialisi “fatta in casa” (home dialysis) sulle nuove terapie per migliorare la qualità della vita dei nefropatici. Del comitato scientifico fanno parte Franco Logias, Alessandro Carrus, Paolo Conti, Alberto Santoboni. Della segreteria scientifica Franca Boier, Maria Maddalena Sedda, Ignazia Monni, Silvia Lai, Donatella Loddo.
Si sono affrontati gli aspetti clinici della dialisi domiciliare, in modo principale della metodica peritoneale. Ma si affrontato anche l’aspetto della prevenzione attraverso programmi di educazione di predialisi per i pazienti e i familiari. Un passo fondamentale per aiutare a scegliere la terapia renale sostitutiva più opportuna. Con questa tecnica si riduce il numero di casi in cui l'inizio dialisi è non programmato. I pazienti che ricevono l'educazione di pre-ialisi hanno maggiori probabilità di sentirsi liberi. Questo tipo di dialisi dà maggiore libertà nella dieta, nei viaggi nella gestione del proprio tempo. C’è anche una minore dipendenza dall'ospedale, dal personale medico e dai trasporti. Nei seminari si è parlato della gestione della patologia e di un approccio alla cura del diabete che deve coinvolgere più reparti. Si è messo in evidenza uno studio Hta condotto in Norvegia su tutti i trattamenti renali sostitutivi e pubblicato nel 2014 dove si evince che le terapie domiciliari sono le più appropriate ed economicamente vantaggiose. (s.v.)
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