La Nuova Sardegna

Via da Porto Torres i 20 profughi

Dopo la richiesta di continuare il viaggio hanno preferito tentare altre strade

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PORTO TORRES. Dopo un paio di tentativi hanno lasciato la zona del porto e si sono diretti da altre parti. Alcuni hanno fatto rientro nei centri di accoglienza, altri si sono messi in marcia. Ieri, alcune segnalazioni hanno indicato migranti a piedi, lungo la Sassari-Olbia, forse con l’intento di trovare un passaggio e raggiungere lo scalo marittimo gallurese.

Da venerdì sera, i 20 migranti che per due giorni hanno protestato nel porto di Porto Torres, dove hanno chiesto di potersi imbarcare sul traghetto in partenza per Genova, hanno deciso di cambiare programma. E la notizia rimbalzata da Cagliari - dove è stata consentita la partenza a un gruppo di migranti - potrebbe portare qualche speranza in più per chi ha il progetto di raggiungere la penisola e poi da lì organizzarsi per altri spostamenti.

L’obiettivo, come hanno dichiarato, è quello di raggiungere la Germania, il Regno Unito o la Francia, sia per ricongiungersi con i familiari che per avere reali opportunità nel campo occupazionale.

«Sappiamo che qui ci sono difficoltà per voi – hanno ribadito più volte – figuriamoci per noi, per questo chiediamo di essere messi nelle condizioni di partire al più presto. Non ha alcun senso restare».

Per questo, con una scelta che è al tempo stesso strategica e di speranza, hanno rifiutato di farsi fotosegnalare e di lasciare le impronte digitali. Per loro, farsi registrare in Italia significa perdere la possibilità di partire e raggiungere i luoghi che sono nei loro sogni. E questo è il tema di fondo sul quale serve una riflessione seria. (g.b.)

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