A SASSARI»IN PIAZZA D’ITALIA
SASSARI. I sassaresi hanno preferito sdraiarsi in spiaggia piuttosto che in piazza d’Italia per dire no alla possibile scelta della Sardegna come sito dove stoccare e depositare le scorie nucleari...
SASSARI. I sassaresi hanno preferito sdraiarsi in spiaggia piuttosto che in piazza d’Italia per dire no alla possibile scelta della Sardegna come sito dove stoccare e depositare le scorie nucleari della Penisola. Meno di duecento persone hanno risposto all’appello degli organizzatori e si sono radunate davanti al palazzo della Provincia, sede della Prefettura. Numericamente irrilevante anche la risposta delle istituzioni. Se da una parte in piazza d’Italia ha indossato la maglietta gialla con la scritta nera “No iscorias” e ha preso la parola il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, dall’altra c’è stato un vuoto imbarazzante. Il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, ha fatto giusto una toccata e fuga; del Consiglio comunale sassarese erano presenti, in forma provata, appena cinque rappresentanti; un’unica fascia tricolore si è mescolata con i manifestanti, quella indossata dal vicesindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto. Dopo le parole di Ganau, «Faremo tutto ciò che è in nostro potere per impedire che le scorie radioattive siano depositate in Sardegna, alle 11 in punto il centinaio di partecipanti si sono sdraiati per terra, usando bandiere e striscioni come tappetini. Niente sirene e niente rintocchi di campane: solo tre minuti con lo sguardo rivolto al cielo e un applauso finale per il rompete le righe. Un po’ leggero come segnale al Governo italiano per dire che l’Isola non ci sta proprio a diventare la pattumiera radioattiva dell’Italia. Eppure il messaggio della manifestazione, condiviso dalle istituzioni, dalle associazioni ambientaliste, dagli indipendentisti scesi in piazza con le loro bandiere, è chiaro, e dal microfono acceso in piazza d’Italia lo ribadisce Gianfranco Ganau: «Sono qui a rappresentare il Consiglio regionale, contro quella che sarebbe l’ennesima e insostenibile servitù per l’isola», ha detto il presidente della massima assemblea sarda. «C’è stato un referendum, c’è una storia che chiarisce inequivocabilmente che nessun deposito di scorie nucleari potrà e dovrà mai essere pensato e collocato in Sardegna. La mia presenza qui oggi è per ribadire la nostra contrarietà e il massimo impegno della Regione affinché il volere dei sardi venga rispettato sino in fondo», ha concluso Ganau. Va dritto al problema scorie Vincenzo Migaleddu, presidente di Isde-Medici per l’ambiente Sardegna: «La preoccupazione non riguarda solo la nostra isola, il Governo dovrebbe spiegare in cosa consiste veramente il progetto del deposito unico nazionale. L’Ispra, quindi il ministero dell’Ambiente, dice che saranno stoccati 1740 metri cubi di rifiuti nucleari ad alta intensità, mentre la Sogin (la società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi) ne conteggia 17mila e 800 fra pregressi e futuri. I conti non tornano».
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