La Nuova Sardegna

Innamoramenti per caso Otto storie del nostro tempo

di Giuseppe Mussi
Innamoramenti per caso Otto storie del nostro tempo

“Troppa importanza all’amore” è il nuovo lavoro della scrittrice Valeria Parrella Ogni relazione e sentimento possono essere un temporaneo arrendersi al Fato?

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«Credo che il racconto sappia parlare di amore così come l'amore è: incompleto e sghembo». Così Valeria Parrella, dalla seconda di copertina, introduce il suo ultimo lavoro, “Troppa importanza all'amore” (Einaudi, pp. 111, 14 euro); un felice ritorno alla sua forma narrativa prediletta, che pare davvero incontrare nel tema che lega gli otto racconti contenuti nel libro il calibro perfetto per cogliere le più angolari prospettive sull'amore.

E non solo: essendo la forma breve in grado di restituire, secondo la scrittrice, «la misura giusta per i nostri giorni, il tempo tronco, caduco, veloce, rubato».

Se tutta la realtà quindi è difficilmente afferrabile nelle sue caleidoscopiche frammentazioni, lo è ancora di più la dimensione relazionale, come ci ha insegnato uno dei più grandi maestri del racconto italiano contemporaneo, Antonio Debenedetti, con la sua straordinaria voce – si pensi ai racconti contenuti in “Amarsi male” (1998) o in “In due” (2008), quasi delle micro-enciclopedie sui rapporti relazionali del nostro tempo. Una condizione questa che spinge la scrittura a una totale mimesi nella morfologia stessa dell'oggetto narrato.

Per addentrarci nel libro di Valeria Parrella ci viene quindi da chiederci – per usare le parole di un altro maestro della brevità come Raymond Carver – «di cosa parliamo quando parliamo d’amore».

Nel racconto che dà il titolo al libro, nel descrivere l'incontro clandestino tra Federica e Simone, l'autrice sembra giungere a una definizione, anche se contraddittoria e certamente approssimativa: «non era amore perché non era disposto a sacrificare nulla sul suo altare, piuttosto a riempire un vuoto.

Ma l'amore apre gli spazi, mica li riempie. Il cerchio non si sarebbe mai chiuso, non poteva perché era una relazione che non si costruiva e niente costruiva: procedeva solo, andava avanti».

Una definizione che però ci permette di capire come per la scrittrice – e lo dimostrano tutti gli otto racconti – ogni tipo di relazione e ogni sentimento in esse declinato, altro non sia che un temporaneo e distratto arrendersi al caso. Non c'è volontà, né è possibile agire per arbitrio. Se parliamo d'amore quindi, parliamo di caso.

È in questa direzione che va letto, programmaticamente, il titolo del libro: dare troppa importanza all'amore significa non accettare l'evidenza di un destino che ci tiene nelle sue mani come attori passivi.

Un'opera interessante, lieve, ma con improvvisi crescendo di intensità, arricchita da una scrittura cristallina, sempre in equilibrio rispetto alle vicende narrate. Un libro consigliato.

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