Il tributo dell’ateneo sassarese
Gli interventi del rettore Carpinelli, di Gavino Mariotti e di Baingio Pinna
SASSARI. Aula magna gremita ieri per la cerimonia del conferimento della laurea ad honorem a Rizzolatti. «Tributo – per il rettore Carpinelli– che una comunità accademica offre a una figura di eccezionale merito e valore intellettuale nella quale si riconosce». «Già Aristotele collegava la distanza tra gli esseri umani con la capacità di provare compassione, e ancor oggi la saggezza popolare riconosce che ciò che è lontano dagli occhi è lontano dal cuore» ha anche detto Carpinelli. Per il direttore del dipartimento di scienze umanistiche e sociali Gavino Mariotti:« Rizzolatti ha scoperto la natura sociale della nostra fisiologia» e citando Churchill:«Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi».
Baingio Pinna, ordinario di psicologia, ha presentato la proposta di conferimento della laurea, illustrando il prestigioso curriculum di Giacomo Rizzolatti confermato dai numeri: «369 pubblicazioni con citazioni (numero totale di citazioni 78477). Il lavoro originale che descrive il meccanismo specchio ha ricevuto più di 4000 citazioni, una review su questo argomento ne ha ricevute più di 5000. Inoltre, 10 dei suoi recenti lavori sullo stesso argomento hanno ricevuto più di 2000 citazioni. Il suo H-index è 111». «La crescita esponenziale del curriculum di Giacomo Rizzolatti non si arresta qui ma prosegue con la nomination e, ci auguriamo presto, con l'assegnazione del Premio Nobel» ha aggiunto Pinna che ha sottolineato le numerose implicazione degli studi di Rizzolatti: «la comprensione del significato, la previsione e comprensione delle azioni dell'altro ( ... ) È proprio l'empatia la chiave di volta che tiene insieme i neuroni specchio e l'attività degli assistenti sociali che formiamo nel nostro ateneo. Così come l'empatia può essere ritenuta l'apice dell'attività dei neuroni specchio, essa è anche il principio centrale del Servizio Sociale. Rappresenta infatti la capacità di “stare con e per”, di “essere e restare” emotivamente con l'utente, di percepire sentimenti ed emozioni dell'altro, di riconoscere la sua unicità». (p.c.)
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