La Sicilia in trincea: «Cavalcano il disagio per qualche voto»
Il sindaco di Catania Bianco: «Il Nord deve fare la sua parte» Cantone commissaria il Centro Cara d’accoglienza di Mineo
CATANIA. «Non capisco proprio l'atteggiamento di Maroni, così come non comprendo i presidenti della Liguria o del Veneto. Cavalcare il disagio dei cittadini per guadagnare una manciata di voti non è responsabile. Invece, dalla Calabria in sù, ognuno metta a disposizione quello che può ».
Parla così il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, che anche ieri ha dovuto fare i conti con l’ennesimo sbarco di migranti: la nave Dattilo della Guardia costiera ha condotto nel porto della sua città 446 migranti salvati nel Canale di Sicilia tra i quali 107 donne e 2 minori (una bambina, accompagnata dalla madre, è stata ricoverata in ospedale); ricoverate anche tre donne in gravidanza, una con tumefazione al collo e un uomo con febbre e infezione da scabbia, riscontrata in circa 120 persone. Eppure Ammatuna dice che «non si può non fare finta di nulla. Altrimenti si tratterebbe di atteggiamenti anti Stato. Noi come stiamo affrontando quest’emergenza? Pozzallo è una macchina rodata, che funziona. In Sicilia facciamo soprattutto prima accoglienza, e ciò non toglie che potremmo fare anche seconda accoglienza, ma tutte le Regioni devono fare la propria parte, ognuno con le proprie possibilità».
I numeri siciliani sono impressionanti: secondo “Save the Children” nel solo mese di maggio sono sbarcati nell’Isola 905 persone provenienti dall’Egitto, 13.007 dalla Libia, 66 dalla Tunisia; di tutti questi 1.287 sono minori.
Ne sa qualcosa anche il sindaco di Catania, Enzo Bianco: «Non credo sia un caso se questa chiamata alle armi giunge proprio quando l’Italia sta per ottenere di distribuire il carico dei migranti su tutti i 28 paesi dell’Ue. Come capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni, mi sono battuto a Bruxelles per avere un piano equilibrato di distribuzione dei migranti a livello europeo. - commenta -. Certo, meraviglia che questa battaglia ideologica e di retroguardia, che va contro i sentimenti di civiltà che caratterizzano l’Italia e l’Europa, venga combattuta anche dalla stessa persona, Roberto Maroni, che nel 2011, da ministro dell’Interno, firmò l’intesa tra le Regioni italiane, l’Anci e le Province, per distribuire i migranti sbarcati in Italia su tutto il territorio nazionale. Ma trovo ancor di più insensata, illegittima e inaccettabile la comunicazione alle prefetture di Maroni».
Il governatore della Sicilia, Crocetta, annuncia che i comuni siciliani che accolgono i migranti «oltre alla premialità dello Stato riceveranno fondi anche da parte della Regione siciliana. I parametri per l’erogazione dei fondi si baseranno sia sul numero di sbarchi sia sul numero delle persone realmente accolte».
Crocetta ricorda che «proprio per i minori non accompagnati i Comuni non ricevono alcun trasferimento dallo Stato da circa 2 anni ».
Intanto, l’Anticorruzione di Cantone annuncia il commissariamento del Centro Cara di Mineo, in provincia di Catania, la cui gestione è parte in causa nello scandalo Roma Capitale.
Sull’appalto da cento milioni il presidente dice che «noi avevamo, come Autorità anticorruzione, aperto un faro ben prima che ci fosse questa seconda tranche delle indagini, perché avevamo avuto un esposto da parte di un concorrente che aveva lamentato che l’appalto, il bando era stato scritto in un certo modo...».
«La situazione del Cara di mineo è molto delicata sotto diversi profili e bisogna innanzitutto evitare sovraffollamenti». Lo dice Enzo Bianco, che è anche presidente del consiglio nazionale dell’Anci: «Siamo già al limite della capienza della struttura. È quindi evidente come sia inopportuno, alla luce delle indagini sul suo funzionamento, continuare a destinare ancora centinaia di persone al cara di mineo, anziché distribuirle sul territorio nazionale. in questo modo viene contraddetto l'accordo siglato nel 2011 con la conseguenza dei consueti disagi per la Sicilia».
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