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La vita ricomincia da 2,50 euro al giorno

La vita ricomincia da 2,50 euro al giorno

È la “paghetta” per i rifugiati. Da Lu Bagnu esempio di integrazione: alcuni si sono persino fidanzati

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CASTELSARDO. La sera li vedi passeggiare nel corso principale, oppure – calzoncini e scarpe da tennis – giocare a calcio o a cricket nel campo sportivo, nella parte alta del paese. Hanno amici, qualcuno anche una fidanzata. Quando, più o meno un mese fa, è arrivata voce che una buona fetta di loro sarebbe stata trasferita a Valledoria, è scattata la rivolta. Hanno vinto loro. Sono rimasti a Lu Bagnu, una manciata di chilometri da Castelsardo, nell’ex residence affacciato sul mare che dal marzo del 2014 è stato convertito in struttura d’accoglienza per migranti. Oggi al Baja Sunajola abitano 200 persone: tutti uomini, la maggior parte provenienti dall’Africa sub sahariana, soprattutto da Nigeria, Mali, Gambia e Sierra Leone. Ma tra loro ci sono anche diversi profughi scappati dal Bangladesh e dal Pakistan. Alcuni stanno lì da sempre, dal giorno in cui la struttura ha aperto le porte ai migranti. Dice Francesco Brau, uno dei soci della cooperativa Ecoservice, che ha vinto l’appalto per la gestione: «Stanno qui in attesa della risposta della commissione alla richiesta di asilo politico. In caso di verdetto negativo, come accade nella maggior parte dei casi, tanti si rivolgono al tribunale con l’obiettivo di ribaltarlo. Noi li possiamo ospitare nella nostra struttura sino al 1° grado di giudizio. Se la richiesta viene respinta, devono andare via. In caso contrario possono rimanere in Italia». Per loro si aprono due strade: tentare di camminare sulle proprie gambe oppure cercare ancora aiuto trasferendosi negli Sprar, i centri di protezione dove hanno la possibilità di imparare la lingua, imparare l’educazione civica, diventare italiani a poco a poco. Sino a quel momento, rimangono nelle strutture di prima accoglienza. «Per ogni migrante riceviamo dallo Stato 33,25 euro al giorno – spiega Brau –, con i quali garantiamo vitto, alloggio e ogni genere di supporto. Lavoriamo in strettissima collaborazione con la Prefettura di Sassari, con i viceprefetti Galaffu e Serra c’è un rapporto eccezionale». Dalla cifra vanno tolti 2,50 al giorno, una specie di paghetta che i migranti ricevono ogni 2 settimane: in totale fa 37,5 euro, con i quali togliersi qualche sfizio e acquistare un biglietto per prendere l’autobus. A volte chi esce non rientra: «Segnaliamo l’assenza alla Prefettura e alla Questura – dice Brau – e il contributo viene sospeso. Chi non rientra dopo due giorni perde il posto». Che in un lampo viene occupato da qualcun altro. (si. sa.)

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