La Nuova Sardegna

L’assessore Morandi boccia il nuraghe: dovevano avvertirci

di Pier Giorgio Pinna
L’assessore Morandi boccia il nuraghe: dovevano avvertirci

«Immagini inappropriate: impensabile da un premio Oscar» E così il simbolo sbagliato offusca la vetrina d’incontri al top

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SASSARI. «Se una persona tanto influente come il premio Oscar Dante Ferretti ci avesse chiesto qualche forma di collaborazione, avremmo evitato di sicuro che si desse una rappresentazione sbagliata di un simbolo della civiltà sarda». Preferisce usare toni soft, l'assessore al Turismo Francesco Morandi, ma non per questo la sua posizione sul "nuraghe" comparso all'Expo è meno netta. Il caso è nato nei giorni scorsi, quando in un'area a pochi passi dal Decumano, la strada principale ispirata agli accampamenti dell'antica Roma, sono comparsi segni identitari e ricostruzioni di prodotti delle diverse regioni italiane. Spazi espositivi, si è saputo dopo, ideati dal grande scenografo di Macerata vincitore di tre statuine a Hollywood.

Giudizi di fuoco. Nel giro di qualche ora è stato subito un rincorrersi di commenti al vetriolo sul modello scelto per rappresentare l'isola. Quello che avrebbe dovuto essere un nuraghe, com'è facilmente visibile, non è una costruzione neppure vagamente riferibile alle opere dei progenitori dei sardi. Né le tecniche costruttive né lo stile architettonico né la tipologia delle pietre né le dimensioni in scala né altri aspetti sotto il profilo storico-culturale: nulla ha in comune l'esempio proposto in rassegna con una qualsiasi delle settemila costruzioni megalitiche arrivate sino a noi (sembra fossero più del doppio nei secoli di riferimento, che vanno dal diciottesimo al quarto avanti Cristo). «Come amministrazione sarda abbiamo provato a informarci appena vista la riproduzione», sostiene l'assessore, «e così abbiamo capito che l'iniziativa, fa capo direttamente all'organizzazione generale di Expo 2015. E a loro abbiamo fatto presente che, se ci avessero consultato, comunicandoci che c'era da realizzare un'installazione-simbolo all'interno di quest'area espositiva, avremmo messo senz'altro a disposizione la nostra disponibilità e le nostre competenze».

Riscontri e opinioni. A conferma diretta delle parole di Morandi c'è del resto un fatto che parla da solo. Nel centro di Milano, in corso Magenta, Regione e Soprintendenza sarda hanno promosso due mostre dove torri e giganti sono i grandi protagonisti. Questa volta in termini realistici. Non soltanto con pannelli espositivi corretti sul piano scientifico, bronzetti e altre testimonianze dell'arte nuragica. Anche con ricostruzioni digitali opera del Crs4 di Cagliari: un viaggio virtuale che consente di esplorare in ogni particolare i guerrieri di Mont'e Prama e molti altri aspetti di quello straordinario periodo della storia isolana.

Valutazioni. Ecco, dunque, come sono maturati fastidio e risentimento per un'operazione che può funzionare per altre aree, ma che si rivela penalizzante per la Sardegna. Lo dimostra la pioggia incessante di commenti negativi che continuano a venire postati su Fb e su altri social.

Alternative. «Sì, avremmo senz'altro potuto produrre un'opera più appropriata e fedele agli originali», osserva ancora Francesco Morandi, che assieme ai colleghi di giunta valuta l'opportunità di una protesta ufficiale. Ipotesi da soppesare perché, come lui stesso sottolinea, «non vorrei che poi tutto si risolvesse con l'eliminazione di quel modello e l'isola restasse l'unica regione a non venire più evocata in quegli spazi». Ma forse, come suggeriscono tanti sul web, la soluzione migliore sarebbe convincere gli organizzatori a rimediare: magari sostituendo lo strano modello, che fra l'altro risulta vicino a un trullo fuori scala, con una ricostruzione più corrispondente a un vero nuraghe.

Chance e boomerang. L’immagine sbagliata offusca la vetrina degli incontri al top: nessun dubbio sull’effetto che un’iniziativa del genere può produrre. Come osservano alcuni tra gli operatori impegnati in questi giorni nei contatti con delegazioni straniere, chi non conosce l’isola rischia di farsi un’idea diversa. E di fronte ai numeri e alle operazioni rese possibili dalla rassegna basta scorrere le cifre al centro di questa pagina per capire quanto altri scivoloni sarebbero davvero imperdonabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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