Salvini: cacciare gli schizzinosi
Il leader leghista interviene su Facebook sul caso sardo e sulla protesta
SASSARI. Un post al veleno e la campagna anti immigrati di Matteo Salvini irrompe anche in Sardegna. Il leader leghista che cerca di costruire il consenso con la battaglia contro i migranti. «Seconda notte sul bus in Sardegna per una trentina di clandestini, che si rifiutano di scendere, mangiare e dormire nell'agriturismo di Palmadula (Sassari) che il prefetto ha destinato loro. Capito? Non gli va bene l'agriturismo, è troppo isolato. Prima si può telefonare al prefetto di Sassari (079 215021), poi si possono rimandare al loro Paese gli immigrati schizzinosi». Il post al veleno è una miccia su una situazione già esplosiva. Del tutto diverse le reazioni della politica locale.
La riunione dell’Anci. Più pragmatica la posizione dell’Anci che ha convocato per martedì l’assemblea di tutti i sindaci dell’isola. Al centro il tema dei migranti. Ci sarà anche il Consiglio delle autonomie locali. «L'aggravarsi, per altro prevedibile, della questione migranti, rende indispensabile un momento comune di riflessione e di discussione – scrive ai sindaci il presidente dell’Anci Pier Sandro Scano –. Noi sindaci, anche su questa vicenda, siamo in prima linea. Partiamo tutti dalla consapevolezza dei diritti della persona e dalla sensibilità verso bambini, donne e uomini, che fuggono dalla povertà e dalla guerra e chiedono asilo politico. Nello stesso tempo sentiamo la necessità di regole certe. Le istituzioni statali regionali e locali non possono limitarsi a gestire gli sbarchi, Lo Stato italiano e il Governo non possono limitarsi a scaricare sui Sindaci e sulle comunità locali»
Le reazioni. «La Sardegna è passata dal 2 al 3% di immigrati ospitati in rapporto alla popolazione, secondo dati citati dal ministro dell’Interno». La vicecapogruppo di Fi in Consiglio regionale, Alessandra Zedda, torna sull’emergenza migranti ed esprime preoccupazione per i nuovi arrivi sull’isola. «Chi, come il presidente Pigliaru, tacciava l’opposizione di becere strumentalizzazioni e ci invitava a osservare la cartina geografica, ora deve svegliarsi dal suo torpore. La Sardegna non è preparata a un incremento che avrebbe conseguenze drammatiche sui territori. Il governo, incapace di ottenere una ridistribuzione sul piano europeo, non può scaricare sui territori gli effetti del suo nanismo sul piano internazionale». Ancora più duro il coordinatore regionale di Fi Ugo Cappellacci. «Il governo non può trasformare la Sardegna nel muro d’Europa sul Mediterraneo, né in una nuova Lampedusa. Chiediamo con forza al presidente della Regione di non prestarsi a decisioni che hanno ben poco di umano e solidale e sono ispirate solo dalla ricerca di una scappatoia politica da parte di un governo fantoccio, duro con le Regioni e i Comuni, ma molle, sottomesso e servile con l’Europa».
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