La Nuova Sardegna

Ex Province, c’è il bonus del Governo

Per uscire dall’emergenza, ecco il via libera per pagare buona parte dei debiti. Una quindicina di milioni per l’isola

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CAGLIARI. Il governo Renzi si è messo una mano sulla coscienza e forse potrebbe aver salvato le ex Province dal caos finanziario in cui sono finite Dopo gli ultimi e i troppi tagli nei trasferimenti agli enti locali, ha concesso un bonus di due miliardi alle Regioni a statuto speciale. Alla Sardegna dovrebbero arrivare una quindicina di milioni: sono quelli necessari per evitare il tracollo delle Province e salvare almeno fino a dicembre le oltre duemila buste paga. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padon al termine del Consiglio dei ministri. I particolari del bonus si conosceranno solo oggi e soprattutto sarà importante conoscere nel dettaglio quanto spetterà alla Sardegna per «far fronte a debiti liquidi ed esigibili», com’è scritto nel comunicato do Palazzo Chigi. Secondo alcune interpretazioni, il ministero nei fatti avrebbe abbuonato gran parte della penale inflitta agli enti locali che avevano sforato il patto di stabilità: in Sardegna le province di Sassari, Nuoro e del Medio Campidano. Il che vuol dire: potranno ritornare a spendere per far fronte alle emergenze. Emergenze che sono non solo gli stipendi dei dipendenti a tempo pieno e dei precari delle società in house, ma anche garantire quei servizi (manutenzioni nelle scuole, sicurezza delle strade) che altrimenti rischiavano di essere azzerati dalla fine del mese in poi. Solo oggi sarà più chiaro quali saranno gli effetti della decisione del Governo, che tra l’altro ha concesso anche un contributo complessivo di 530 milioni ai Comuni per quanto riguarda l’Imu e la Tasi. Nello stesso decreto, il ministro ha inserito anche la possibilità per i Comuni di allentare per quattro anni i vincoli sulla spesa imposti dal patto di stabilità. Tutti questi provvedimenti dovrebbero trasformarsi in una boccata di ossigeno per gli enti locali travolti soprattutto dall’azzeramento delle Province e con il rischio reale che gli effetti collaterali, leggi disperata ricerca dei soldi per coprire i costi, si scaricassero tutti sulle Regioni e anche sui Comuni. In Sardegna si sa da tempo che per chiudere con onore la partita delle Province servirebbero 51 milioni di cui 13 entro giugno. Ora dopo la decisione dell’ultim’ora del Governo la Regione dovrebbe avere meno l’acqua alla gola e avere più tempo per recuperare, nelle pieghe della Finanziaria, i soldi che ancora mancano. Nonostante l’ormai quasi sicura ciambella di salvataggio arrivata da Roma, il centrodestra in Consiglio regionale continua a essere molto critico. Per il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, «l’attuale dissesto finanziario è frutto di scelte politiche finora sbagliate da parte del centrosinistra in queste settimane travolto dall’emergenza». Secondo Dedoni «non c’è dubbio che la Regione riuscirà a reperire i fondi per garantire l’occupazione e i servizi delle ex Province, ma dovrà sottrarli ai Comuni e agli investimenti per rilanciare lo sviluppo. Mentre fare bene a pretendere dallo Stato le entrate che ancora ci deve». Secondo Antonello Peru (Forza Italia): «La maggioranza farebbe bene a prendere in considerazione la nostra proposta di legge per consorziare fra loro le società in house. È questa la soluzione per ridurre i costi fissi e avere ancora in cassa i soldi per pagare gli stipendi anche ai precari e garantire i servizi». (ua)

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