La Nuova Sardegna

Tutto Dinamo

Il tifoso Ganau: «Che adrenalina»

di Luigi Soriga
Il tifoso Ganau: «Che adrenalina»

Il presidente del consiglio regionale: ho rischiato l’infarto La Giudici: mi sono commossa. L’ex Milia: squadra vincente

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il presidente del Consiglio Regionale ed ex sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, da anni costituisce un arredo fisso del palazzetto dello Sport. Settore B, posizione centrale, moglie al suo fianco, tifoso biancoblù doc. «Mercoledì la finale l’ho vista in Tv, a casa, con mia moglie. In verità lei non è che mi abbia tenuto molta compagnia durante tutto il travaglio, perché si inventava mille cose da fare pur di non soffrire guardando una delle sfide più emozionanti alle quali mi sia mai capitato di assistere». Il top a otto secondi dalla fine del quarto quarto, con la Dinamo sotto di 3, Dyson che sigla il primo tiro libero e sbaglia il secondo. «E’ stata l’occasione per farmi un’autodiagnosi. Da medico ho pensato questo: però, vuoi vedere che alla fine le mie coronarie non sono così malandate. Se non mi è venuto un infarto adesso, vuol dire che il cuore fa ancora il suo dovere. Ce l’avevo a mille. Da quel momento ho capito che tutto era possibile». Prima in verità Ganau non sprizzava ottimismo da tutti i pori: «Ci speravo, ma non ero molto fiducioso. Milano è Milano, e i play off sono una serie lunghissima». Però anche la Dinamo è un formidabile condensato di talenti: «La prima volta che l’ho vista mi è sembrata una squadra travolgente. Poi però ci sono stati gli alti e bassi del campionato, ed è per questo motivo che avevo i miei dubbi. Ma per fortuna mi sono dovuto ricredere».

I preferiti. Ora, dopo una simile overdose di entusiasmo, è anche difficile scegliere dei giocatori preferiti. «Se proprio devo fare due nomi, scelgo Logan, perché è uno che ci mette sempre l’anima. E poi non posso non menzionare Jack, perché io sono uno storico fan di Devecchi. Il suo spirito di sacrificio e la sua caparbietà difensiva mi ha conquistato da sempre». Per Sassari, approdare a una finale, è un pezzetto di storia. «Vincere il campionato, e qui faccio tutti gli scongiuri possibili, sarebbe la prestazione sportiva più alta mai raggiunta in Sardegna dopo lo scudetto del Cagliari. Ciò che mi ha impressionato è come sia stato raggiunto un livello simile in così breve tempo. La Dinamo ha una storia lunga, ma ormai si è trasformata in un progetto moderno che si regge da solo. Con un respiro che va ben oltre Sassari. Perché è bellissimo che tutta la Sardegna si senta rappresentata da questa squadra».

Tifo da ultrà. L’ex presidente della Provincia Alessandra Giudici è certamente una spettatrice che al Palazzetto non passa inosservata. Si sbraccia, tifa e urla da far impallidire un ultrà. «Purtroppo mercoledì ero fuori Sassari, ho disertato la club House della Dinamo e ho dovuto guardare la finale esultando senza voce, implodendo: vicino a me c’era mio figlio che dormiva. Ma al canestro di Sanders non ce l’ho fatta, ho urlato e l’ho svegliato. Ma quell’azione mi ha fatto rivivere la stessa emozione del mitico canestro di Drake sulla sirena, e sinceramente mi sono commossa e qualche lacrima è venuta giù». Anche perché espugnare Milano sa di impresa epica: «Ho passato tutta la partita a messaggiare con mia sorella, che in genere è sempre al mio fianco al Palazzetto. Io sono la pessimista, lei l’ottimista. Io dicevo: è impossibile. Lei: stai a vedere. E così ci compensavamo». E chiedere ad Alessandra Giudici qual è il suo giocatore preferito, è come chiedere a una mamma quale sia il figlio prediletto. «Sander mi piace moltissimo, ma anche Brooks, perché è semplice e concreto. Poi c’è Logan, che noi soprannominiamo “Maru a ridì” (che non ride mai ndr), che ha la serietà del grande professionista. E che dire di Sosa, ribattezzato “Loco Loco”, che fa tenerezza con la sua giovane incoscienza. E poi il sorriso da trascinatore di Lawall...». E li nominerebbe tutti se lo spazio dell’intervista lo consentisse.

L’emozione dell’ex. E infine un politico che i parquet li ha calcati per molti anni, e che al basket dà sicuramente del tu. Sergio Milia, ex consigliere regionale, ex deputato e soprattutto ex playmaker del Banco. «Mi vanto di un altra cosa: sono forse l’unico politico che ha sempre pagato l’abbonamento. La finale l’ho vista con gli amici. Avevo buone sensazioni, la Dinamo quest’anno ha giocatori che non temono nulla, è molto più fisica dell’anno scorso, ci sono dei momenti in cui domina proprio le partite. La Coppa non poteva essere una semplice casualità. C’è Logan che è una sicurezza, ha l’istinto del killer. C’è Sanders che è l’unico capace di contenere l’atletismo di Gentile, di giocarsela alla pari. E c’è Brooks, giocatore vero, che infonde tranquillità e fiducia. Insieme fanno un’alchimia strana e vincente. Una squadra di istintivi che trova la giusta armonia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative