«Immobili produttivi, Imu e Tasi meno pesanti»
SASSARI. Le tasse sugli immobili produttivi dividono l’Italia degli imprenditori. Il fisco colpisce capannoni, laboratori, strumenti di lavoro con una giungla di aliquote diverse. Le più penalizzate...
SASSARI. Le tasse sugli immobili produttivi dividono l’Italia degli imprenditori. Il fisco colpisce capannoni, laboratori, strumenti di lavoro con una giungla di aliquote diverse. Le più penalizzate sono le aziende dell’Umbria che, tra Imu e Tasi, subiscono un’aliquota del 10,34 per mille. Il trattamento migliore va invece alle imprese della Val d’Aosta, che pagano un’aliquota dell’8,16 per mille. Imu e Tasi sarebbero meno pesanti anche in Sardegna rispetto ad altre regioni.
In vista della scadenza dei pagamenti di martedì, questa è la mappa tracciata dalla Confartigianato sulla base delle aliquote applicate dai Comuni italiani sugli immobili produttivi delle imprese. Le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano che l’aliquota media di Imu e Tasi è del 9,97 per mille, ma con scostamenti molto significativi nelle diverse zone del Paese. E, quel che è più grave, tra il 2012 e il 2014, la tassazione sugli strumenti di lavoro delle imprese è aumentata del 18,4%, mentre nello stesso biennio le tasse sulle abitazioni principali sono diminuite del 10%. In media, in due anni ciascun imprenditore ha subito un aumento di 138 euro della pressione fiscale sugli immobili produttivi. La ricognizione mostra le profonde differenze. Decisamente più conveniente possedere un capannone in Friuli a (8,97 per mille) e in Sardegna (9,05 per mille). La forbice delle aliquote di Imu e Tasi si apre anche tra i Comuni: gli imprenditori più tartassati sono quelli di Trieste. Al capo opposto della classifica, il fisco è più clemente con i loro colleghi di Aosta. Li seguono gli imprenditori dell’Ogliastra (8,19 per mille) e di Oristano (8,25 per mille).
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