Milano e Roma nel caos Tensione a Ventimiglia
Sgomberata la stazione del capoluogo lombardo. Tendopoli alla Tiburtina Contestato il sindaco Pisapia. Megastore trasformato in centro di accoglienza
MILANO. Una soluzione ponte, una tendopoli, ma anche cariche della polizia. La tensione è altissima a Milano e Roma, ma anche alla frontiera di Ventimiglia dove le forze dell’ordine hanno caricato i migranti che si assiepavano alla frontiera. La Croce Rossa ha lanciato un appello al governo italiano e all’Unione europea perché venga aperto un corridoio umanitario verso la Francia di 24 ore per consentire ai migranti di andare verso nord, ma per ora le autorità d’Oltralpe tengono chiusa la frontiera.
A Roma è già in corso l’allestimento della tendopoli sul lato est della stazione Tiburtina che ospiterà profughi e migrati dopo l’emergenza dei scorsi giorni: «Avrà per il momento 150 posti letto. Si tratta di una soluzione provvisoria per decongestionare il Centro di accoglienza di via Cupa ed eventualmente potrà essere ampliata», ha spiegato il presidente della Croce Rossa di Roma, Flavio Ronzi. A Milano dopo otto ore di riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito proprio in Stazione per volere del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e dell’assessore ai servizi sociali Pierfrancesco Majorino, è stata trovata soluzione-ponte: verrà allestito un megastore messo a disposizione all’interno della stazione Centrale. Nella notte i migranti sono stati allontanati dal mezzanino e il Comune ha individuato nuove strutture che hanno accolto 300 persone, ma non si sono certo risolti i problemi, temporaneamente spostati sul piazzale esterno del principale scalo ferroviario della metropoli lombarda. La pressione e la tensione si è toccata con mano nelle parole del Sindaco: «Allora li ospita lei a Sky?», ha replicato, senza riuscire a nascondere una certa irritazione, subissato di domande dai giornalisti in Stazione Centrale. «Vorrei che filmaste la stazione completamente rinnovata per la dignità per chi arriva», stava dicendo, quando i giornalisti gli hanno fatto notare che il problema si era solo spostato all’esterno. «La differenza è questa, c’è chi parla e c’è chi opera, noi stiamo lavorando per trovare una soluzione», ha concluso Pisapia.
Per lo smistamento dei migranti, ha spiegato Majorino, si sta attendendo da Roma «la formalizzazione da Ferrovie dello Stato» per usare due spazi commerciali al momento vuoti che sono sotto i portici della stazione e che saranno allestiti con «sedie e panchine» mentre da giovedì altri 300 posti saranno recuperati nel Cie di via Corelli, alla periferia est.
A trasformare in una vera e propria emergenza la pressione dei migranti, che desiderano lasciare l’Italia per raggiungere i paesi del nord-Europa, è il blocco delle frontiere. La Francia, sotto accusa, ha replicato in modo altrettanto netto: «Comprendiamo perfettamente le loro difficoltà, ma non è qui che si può risolvere questi problemi. E il problema impossibile da aggirare è il regolamento Dublino: lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo è lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell’Ue», hanno precisato fonti della Police Nationale francese che con la Gendarmerie sta presidiando il confine a Mentone, oltre la linea di Stato italiana, nel dipartimento delle Alpi Marittime. Anche il sindaco di Mentone, Jean Luc Guibal, si è recato alla frontiera e ha confermato che resterà chiusa. Sono oltre mille i migranti che nell’ultima settimana sono stati bloccati a Ventimiglia e molti si stanno affidano ai passeur che intraprendono di notte il viaggio lungo i pericolosi sentieri sopra Pont Saint Louis per valicare il confine italo-francese.
Ne discuteranno domenica prossima Renzi e Hollande, che sarà in visita a Expo.
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