Oggi i “Cari mostri” di Stefano Benni
Questo pomeriggio l’incontro con lo scrittore, che presenta il suo nuovo libro
GAVOI. Oggi alle 18 il “Preludio” al Festival letterario della Sardegna prosegue con appuntamento con Stefano Benni e con il suo «Cari mostri», ultima fatica letteraria del noto scrittore, umorista e sceneggiatore, recentemente uscita per Feltrinelli.
In “Cari mostri” Benni sfida il racconto di genere e apre la porta dell’orrore. Lo fa con ironia, lo fa attingendo al grottesco, lo fa tuffandosi nel comico, lo fa tastando l’angoscia, lo fa, in omaggio ai suoi maestri, rammentandoci di cosa è fatta la paura. E finisce con il consegnarci una galleria di memorabili mostri.
E allora ecco gli adolescenti senza prospettiva o speranza, ecco il Wenge – una creatura misteriosa che semina panico e morte –, ecco il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, ecco una Madonna che invece di piangere ride, dolcemente sfrontata, ecco il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa.
Con meravigliosa destrezza Stefano Benni scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria. E in entrambi i casi per accendere l’immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne.
«Miti e falsi miti, eppure ci sono – eccome – i veri mostri da temere, quelli che ci seguono e ci attorniano, in metrò o per strada, in ufficio, in banca, addirittura in casa». Così Sergio Pent nella sua recensione al lavoro di Benni su La Stampa. «Sono mostri informatici e tecnologici – bancomat, tv, cellulare, chiavi elettroniche e quant’altro - quelli che in una banale mattina di domenica – scrive ancora Pent – disattivano letteralmente la vita del signor Zefiro. O sono mostri familiari, teneri e sorridenti come le adolescenti Sonia e Sara, disposte a tutto – ma proprio a tutto, vedrete – pur di accaparrarsi l’unico biglietto rimasto per il concerto della loro boy band del cuore. I mostri cambiano mantello ma non cambiano anima: sono sempre tra noi, ma spesso basta un sano sorriso per tenerli in naftalina».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
