La Nuova Sardegna

Slitta il 95% degli scrutini, esami salvi

di Pier Giorgio Pinna
Slitta il 95% degli scrutini, esami salvi

Quasi totale il blocco deciso dai prof anche nell’isola: no alla riforma. I Cobas: «Respinte le provocazioni di qualche preside»

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SASSARI. Sciopero riuscito come non succedeva da anni e scrutini quasi dappertutto bloccati in Sardegna. Secondo i sindacati l’adesione è stata superiore al 95%. «A Oristano e a Guspini abbiamo subito respinto le provocazioni di qualche preside che voleva riconvocare gli insegnanti per le valutazioni in questa stessa settimana, magari di domenica, oppure con riunioni successive sino alle 23», denuncia Nicola Giua, segretario regionale dei Cobas. Oltre ai Comitati di base, la protesta contro la riforma del governo in discussione alle Camera ha visto l’adesione di tutti gli altri sindacati: Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals e Anief.

«Abbiamo fatto in modo che in ciascun consiglio di classe mancassero uno o due docenti: assenza che impone il rinvio – avverte ancora Giua – E questo ha portato il ministero a dare anche per la Sardegna dati differenti sullo sciopero. Perché una cosa sono le partecipazioni singole, un’altra il risultato finale. Ma nel nostro caso posso garantire che il tipo di azione messa in atto ha fatto posticipare la quasi totalità delle valutazioni».

Come prevede la legge e secondo la volontà di tutti i sindacati, non sono stati pregiudicati gli scrutini degli studenti impegnati negli esami: né di terza media né nell’ultimo anno delle superiori. Quindi già domani si riuniranno in modo regolare le commissioni per la maturità, in vista della prima prova scritta, già fissata per mercoledì 17. Ed è quasi inutile dire che tutte le scadenze successive alla chiusura dell’anno scolastico ordinario stavolta andranno a cumularsi con la necessità di recuperare le valutazioni bloccate dallo sciopero degli insegnanti sardi. «Ogni plesso farà come potrà: c’è chi ha già previsto riconvocazioni per i prossimi giorni e chi le farà slittare più in là – informa ancora Giua – Per noi, comunque, era importante dare un segnale preciso. Questa riforma indecente non la vogliamo. Il parlamento deve interrompere la discussione sul testo. Il governo può estrapolare la parte che riguarda i precari e provvedere con un decreto ad hoc alle assunzioni. Per il resto si dovrà pensare a uno schema del tutto differente in grado di risolvere i reali problemi della scuola italiana e sarda».

Sul blocco è intervenuta la segreteria regionale della Cgil: «Il fronte unitario evidenzia che le ragioni della protesta sono forti, ponderate e diffuse mentre dall'altra parte si registra, ancora una volta, la volontà del governo Renzi di annientare ogni confronto di merito con le parti sociali». «Un atteggiamento – proseguono i vertici della Cgil – che abbiamo cercato di contrastare con diverse iniziative di protesta organizzate, nell'ultimo mese, dalle strutture territoriali della Flc. Lo sciopero arriva infatti dopo centinaia di assemblee, flash mob, dibattiti pubblici e fiaccolate per spiegare le ragioni che hanno spinto i sindacati a mobilitarsi». Anche da questi motivi stanno così scaturendo le prime adesioni sarde al sit-in nazionale programmato a Roma davanti al Pantheon mercoledì, alla ripresa dei lavori parlamentari». (pgp)

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