Il premier ora cerca un «colpo a effetto»
Migranti e Mafia Capitale rischiano di offuscare ancora l’immagine “vincente” del segretario dem
ROMA. Migranti e Mafia capitale. A Largo del Nazareno il gruppo dirigente ha messo nel conto di non archiviare i ballottaggi con un successo per il Pd. La sfida decisa è stata quella di Venezia, il più simbolico degli 11 capoluoghi tornati al ballottaggio. Felice Casson non ce l’ha fatta consegnando la città da vent’anni governata dal centrosinistra al berlusconiano Luigi Brugnaro. Matteo Renzi ora potrà sempre cavarsela ricordando che Casson è un esponente della sinistra del partito.
Certo questa volta sarà difficile sostenere come per le regionali che comunque il Pd ha vinto la partita 5 a 2. Ufficialmente il premier nega che la sua stella sia in fase calante. «Mi chiedono un colpo ad effetto» dice in un’intervista al Corriere, ma il nostro orizzonte, spiega, è il 2018 per portare avanti le riforme.
Con i sondaggi che danno il Pd in forte calo, con una destra che ancora frammentata in mille rivoli sarebbe tornata ad essere maggioranza, il premier nega di pensare a un nuovo colpo ad effetto ma in realtà lo sta cercando.
Malgrado il probabile soccorso della pattuglia di senatori che fa capo a Denis Verdini pronti a lasciare Forza Italia per dare vita a un nuovo gruppo di Responsabili, Renzi ha bisogno assoluto di rilanciare la sua immagine di capo del governo e segretario del partito. E di politico giovane, dinamico e capace di comunicare. Con le opposizioni che da Salvini a Grillo cavalcano l’emergenza immigrazione e lo scandalo che ha colpito Roma e con Berlusconi che si prepara a tornare in campo lanciando prima ancora che il tema delle tasse quello della sicurezza, Renzi ha bisogno di sparigliare, puntando su parole chiare. E potrebbe essere proprio il tema migranti il terreno della sfida che Renzi sceglierà «Se l’Europa non ci ascolta ho in mente un piano B», assicura. La prossima settimana vedrà Hollande e Cameron, poi avrà colloqui con la Merkel e con Juncker. Il premier chiederà ai partner europei di rispettare il piano della Commissione sulle quote di migranti. Questa volta però non accetterà solo impegni formali. Renzi è consapevole che il tema «dell’invasione» dei profughi soprattutto per la martellante campagna di Salvini, preoccupa molto gli italiani. Per questo alcuni renziani di stretta osservanza hanno consigliato al premier un gesto forte e di rottura con la Ue. Se l’Europa continua a scaricare tutto il peso della questione sull’Italia si potrebbe passare al piano B. Ovvero pensare di decurtare la quota di fondi che ogni anno l’Italia versa nelle casse della Ue per fronteggiare l’emergenza. (m.b.)
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