Imu e Tasi, difficile persino pagare
Oggi ultimo giorno utile, ostacoli per le compensazioni con i modelli F24 cartacei
SASSARI. Un controsenso evidente. Il 730 precompilato scaricabile online doveva servire a snellire il sistema permettendo di aggirare commercialisti e Caf. Così nell’isola molti pensionati e lavoratori dipendenti hanno risposto all’idea integrando le dichiarazioni dei redditi con le spese deducibili e compensando poi queste voci con Imu e Tasi. Della stessa possibilità di riequilibrare crediti e debiti hanno poi continuato a usufruire numerosissimi altri privati cittadini che per presentare la denuncia si sono affidati ai soliti consulenti di fiducia. Ma a questo punto, da entrambe le parti, tanti di loro si sono spesso trovati di fronte a uno sbarramento: le restrizioni imposte sui pagamenti con i modelli F24 cartacei in parecchi casi rendono impossibile il versamento in termini tempestivi e corretti. Il che vale anche per chi compila la denuncia da solo, non ha scaricato dal web il 730 precompilato, è privo di conto corrente e non ha accesso ad alcun genere di servizi telematici. Tre fasce di contribuenti-tipo che in Sardegna comprendono decine di migliaia di persone.
Paletti e pasticci. Le novità fonti di guai derivano da una circolare dell’Agenzia delle Entrate. Sino a quasi tutto il 2014, e sino a mille euro, con gli F24 cartacei il contribuente non titolare di partita Iva poteva pagare in banca, alle poste e a Equitalia.
Internet. Forse con la prospettiva di facilitare i flussi telematici, fin dal primo ottobre scorso l’Agenzia ha però escluso la possibilità di presentare la modulistica di carta in altre due situazioni. La prima: quando il saldo finale sia d’importo pari a zero per effetto delle compensazioni. La seconda: tutte le volte nelle quali siano disposte compensazioni, anche parziali, che diano un totale “positivo”, cioè tale che il contribuente debba comunque pagare. Resta invariato il tetto dei mille euro. I modelli a saldo zero potranno essere presentati «esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate», con F24 web o F24 online attraverso i canali Entratel e Fisconline, tramite professionisti, Caf, associazioni sindacali. Quelli “riequilibrati” tra crediti e debiti, tramite gli stessi canali informatici, «mediante servizi internet banking di banche, poste, prestatori di servizi di pagamento, agenti della riscossione». Niente sportelli Equitalia, quindi, classificati in modo diverso dalla nomenclatura tributaria.
Sintesi. Ma perché la questione non è stata sollevata in precedenza? Semplice. È in questa fase che vengono presentate le dichiarazioni riferite al 2014. È adesso che possono essere fatte le compensazioni. È ed è questo il periodo di sviluppo temporale rispetto agli annunci legati al 730 precompilato. Di più: oggi è l’ultimo giorno utile per il versamento di Tasi e Imu, non è quindi improbabile che si ripetano, in maniera ancora più esasperata, proteste e lamentele.
Stop e paralisi. Se il cittadino medio in Sardegna sta scoprendo solo ora questi disagi perché in genere ignaro delle sorprese, al contrario tutti i professionisti coinvolti sono a conoscenza dei cambiamenti. Anche se spesso nelle banche o negli uffici postali parecchi impiegati devono riprendere in mano le circolari con le quali sono state date disposizioni interne in questo senso. A ogni modo, se qualcuno tra loro fosse stato tagliato fuori dalle novità, pensano le macchine a bloccare la procedura agli sportelli in presenza di saldi a zero e compensazioni: il sistema si arresta sulla singola operazione e non più possibile garantire il successivo passaggio informatico. Il motivo di un’adesione alle direttive dell’Agenzia che fa perdere commissioni? Non viene dichiarato sul piano ufficiale. Ma è chiara una cosa: le amministrazioni di banche e poste vogliono evitare di essere chiamate in causa per contenziosi sulle compensazioni.
Le proteste. In assenza di campagne informative, oggi tantissimi contribuenti alle prese col fisco stanno scoprendo i cambiamenti solamente dopo ore di fila, mille ritardi, inutili amarezze. E qualcuno, in autotutela, ha già trovato risposte all’italiana. Come quella di suddividere in 2 o in 3 importi gli F24 cartacei oltre i mille euro. Un palmare esempio di come certe decisioni possono contribuire a raddoppiare o triplicare la burocrazia: con buona pace dei proclami che in maniera ciclica ne annunciano da tempo l’ imminente scomparsa.
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