La giunta: pressing per le specializzazioni
Cagliari fa appello a Roma, ma sulle borse di studio per ora senza fondi le critiche non cessano
SASSARI. La giunta insieme alle università di Cagliari e Sassari «chiederà immediatamente al Miur di riaprire il bando chiuso lo scorso 21 maggio in modo da consentire il finanziamento da parte della Regione delle borse di specializzazione per i giovani laureati sardi». È stato deciso ieri nell'incontro fra gli assessori della Sanità Luigi Arru e della Programmazione Raffaele Paci e i rettori Maria Del Zompo e Massimo Carpinelli. Il milione di euro annunciato non può invece essere destinato alle borse di studio, come erroneamente valutato in un primo momento: verrà utilizzato dagli atenei «per accrescere le competenze dei giovani medici laureati in Sardegna in modo che possano essere in futuro più competitivi nei concorsi nazionali». In bilancio sono confermati i 6,9 milioni per il finanziamento delle borse già attivate. La giunta ha poi ricordato il suo impegno a favore di università, istruzione, scuola e ricerca. Ma alle critiche sulla mancata copertura finanziaria si sono aggiunte parecchie voci di protesta. Claudia Zuncheddu (Sardigna Libera): «Sorprende che una 'casta di universitari’, quella alla guida del governo dell’isola, impedisca ai giovani medici di completare la preparazione pregiudicandone il lavoro futuro». Altre accuse dall’ex governatore Ugo Cappellacci (Fi), da Paolo Truzzu (Fdi), per l’opposizione, e da Giuseppe Frau, responsabile salute della segreteria pd. «Il nostro partito – ha ricordato l’esponente della maggioranza – ha sostenuto e sostiene questa giunta fortemente convinto. I contratti regionali per le specializzazioni sono stati sempre finanziati proprio a partire dalla giunta Soru e grazie al centrosinistra non più tardi di un mese fa è stata approvata una legge che consente ai giovani sardi di accedere a queste borse in base alla residenza: sarebbe un controsenso non finanziarli più».
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